Joshua Zirkzee ha pronunciato un sì convinto nei confronti del progetto bianconero, spingendo Luciano Spalletti a rivoluzionare i piani tattici della manovra offensiva. Lo annuncia La Gazzetta dello Sport. L’attaccante olandese ha infatti espresso l’assoluto gradimento a rivestire i panni del protagonista nel campionato italiano, attratto dalla visione calcistica fluida e senza rigidi riferimenti proposta dal mister di Certaldo. Una disponibilità manifestata immediatamente non appena la dirigenza di via Druento ha palesato il proprio interesse, consentendo al club di accantonare la ricerca prioritaria del corazziere d’area di rigore e virare con decisione su un impianto di gioco fondato sul movimento e sulla qualità tecnica.
L’arrivo del talento cresciuto nel Bologna completa un pacchetto avanzato già arricchito dai recenti innesti di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic, regalando al tecnico toscano le giuste opzioni per affrontare una stagione impegnativa fra campionato ed Europa League. L’ipotesi di arruolare un centravanti di pura struttura fisica — con il solo giovane Jeff Ekhator a garantire doti d’impatto ma non ancora pronto a sostenere le pressioni della titolarità — ha ceduto il passo a un’idea di attacco dinamico.
Calciomercato Juve, obiettivo Zirkzee e l’incastro con David

Così Spalletti si è convinto di poter rinunciare alla classica punta d’area, preferendo valorizzare la coralità di un reparto che comprende interpreti dai piedi educati come Kenan Yildiz, Jeremie Boga, Edon Zhegrova, Francisco Conceiçao (pur con la posizione di quest’ultimo soggetta a valutazioni) oltre a Kolo Muani e Alajbegovic. In questo scacchiere, l’ex stella del club emiliano rappresenta il tassello ideale: un profilo capace di svariare sulla trequarti, dialogare con i compagni e colpire con acrobazia e freddezza negli ultimi metri. Un’impostazione che ricorda a Zirkzee il periodo d’oro trascorso sotto la guida di Thiago Motta, contesto in cui le posizioni fluide gli avevano permesso di toccare il punto più alto in carriera.
Superato il gradimento del calciatore, le parti stanno lavorando per raggiungere la quadratura definitiva sull’asse Torino-Manchester. I Red Devils spingono per una cessione a titolo temporaneo con obbligo di riscatto, mentre la società piemontese punta a inserire clausole legate a determinate condizioni, ripercorrendo la strada tracciata da operazioni recenti nel panorama internazionale. L’ottimo clima nei colloqui lascia presagire che la distanza tra i club possa essere colmata in tempi brevi. L’accordo sull’ingaggio e sulla modalità di trasferimento non presenta ostacoli insormontabili, rendendo la fumata bianca una possibilità concreta per la fase finale della sessione estiva.
L’ultimo incastro per completare la tessera finale del puzzle offensivo riguarda la gestione delle uscite. Per accogliere l’olandese nella rosa torinese è indispensabile liberare uno slot nel reparto d’attacco. Con la partenza di Loïs Openda già formalizzata da tempo, i riflettori si spostano inevitabilmente sulla posizione di Jonathan David. Sebbene l’attaccante canadese non manifesti la volontà di lasciare la Continassa dopo una sola annata, le scelte dello staff tecnico tracciano un percorso differente nel quale gli spazi per il classe 2000 appaiono estremamente ridotti. La sua cessione rappresenterebbe il passaggio cruciale per formalizzare l’arrivo dell’ex perno del Bologna e dare via libera al nuovo corso offensivo firmato Spalletti.