La complessa ricerca del nuovo padrone dei pali in casa Juventus si è chiusa con la virata decisiva su Guglielmo Vicario, portando a termine un puzzle di calciomercato che ha visto intrecciarsi i destini di diverse società internazionali. Sebbene la preferenza iniziale della guida tecnica pendesse verso profili con caratteristiche differenti, l’opportunità di affondare il colpo sul portiere argentino Emiliano Martinez si è progressivamente spenta dinanzi a una serie di valutazioni strategiche. L’Aston Villa si era mostrata ampiamente disponibile a rivedere al ribasso le pretese economiche rispetto ai colloqui di inizio estate, proponendo un’operazione a condizioni decisamente più vantaggiose pur di favorire l’uscita del calciatore.
A frenare in maniera definitiva i dirigenti della Continassa, tuttavia, come riporta il Corriere dello Sport di oggi, non è stata quindi la rigidità del club britannico, piuttosto un’attenta analisi dei rischi legati all’integrità fisica del giocatore. L’estremo difensore sudamericano sta infatti facendo i conti con la frattura a un dito, una problematica delicata che comporta l’eventualità di un intervento chirurgico e un conseguente periodo di stop. Valutando il quadro complessivo, con costi di gestione comunque importanti e la prospettiva di un avvio di stagione condizionato dai tempi di recupero, la dirigenza piemontese ha preferito evitare qualsiasi azzardo, lasciando cadere la pista inglese.
Dibu Martinez, Suzuki e Vicario: retroscena porta Juve

Questa decisione si sposa perfettamente con le complesse dinamiche di un effetto domino che ha visto protagonista anche Zion Suzuki. Il guardiano giapponese, forte di una grande determinazione, ha declinato la proposta del Paris Saint-Germain poiché non disposto ad accettare un ruolo di incertezza o di alternativa nelle gerarchie di Luis Enrique. Pur avendo espresso gradimento per il progetto torinese, la risoluta offensiva dell’Aston Villa ha cambiato le carte in tavola. Il club di Birmingham, che monitorava il profilo del nipponico da circa due anni e lo aveva individuato come naturale erede nel ruolo di numero uno, ha sfruttato gli ottimi rapporti con l’entourage del giocatore per assicurarselo a titolo definitivo.
Con il tesseramento del giapponese in Premier League e il tramonto della pista legata a Martinez, la dirigenza di Torino ha attivato l’opzione da tempo tenuta in serbo. Del resto Vicario ha sempre rappresentato la prima alternativa d’eccellenza nei piani dell’area sportiva. L’intesa con il Tottenham si è strutturata sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro, con i britannici orientati a richiedere un indennizzo per la cessione temporanea. A spingere con forza verso la fumata bianca è stata la ferma determinazione del classe ’96, rimasto fuori dai recenti impegni estivi della squadra di Roberto De Zerbi anche per smaltire un problema alla caviglia, ma fortemente motivato a rientrare nel campionato italiano per vestire la maglia bianconera.
L’operazione condotta a condizioni contenute garantisce inoltre alla Juventus una preziosa flessibilità economica e temporale. L’approdo dell’ex Empoli con formule temporanee permette infatti alla società di monitorare con estrema attenzione le evoluzioni del panorama internazionale in vista dei prossimi anni, mantenendo un canale privilegiato su profili di primissimo piano come Alisson Becker, il cui vincolo contrattuale con il Liverpool andrà a naturale scadenza nel giugno del 2027. Una pianificazione a lungo raggio che soddisfa le esigenze immediate di Luciano Spalletti senza compromettere le strategie future.