Un netto rifiuto da parte di Jonathan David verso la proposta formulata dall’Hull City congela le manovre d’uscita della Juventus, creando un complesso groviglio strategico proprio nell’imminenza dell’inizio del campionato. Il tesserato canadese non si incastra nelle linee guida tattiche tracciate per la nuova stagione, ma l’assenza di offerte in grado di convincerlo lo inchioda in un limbo di attesa. Un blocco operativo che limita pesantemente la libertà d’azione dei dirigenti bianconeri, a cui serve liberare uno slot nel reparto offensivo per accontentare le richieste di Luciano Spalletti: il tecnico toscano punta infatti a inserire un centravanti da area di rigore, una figura fisica da spendere nei minuti finali di gara per scardinare le difese più schierate e affiancare Randal Kolo Muani.
La situazione di stallo attorno all’attaccante nordamericano si ripercuote direttamente sulla trattativa per condurre Joshua Zirkzee a Torino. L’olandese rimane in trepidante attesa di un cenno, pronto ad abbracciare il progetto torinese, ma l’operazione non può decollare senza prima aver formalizzato la partenza dell’ex Lille. E l’ulteriore no di David blocca maledettamente i piani bianconeri indirizzati verso la chiusura del mercato con gli ultimi tre acquisti: un terzino sinistro, un centrocampista e soprattutto un altro centravanti come richiesto da Spalletti sin da subito.
Calciomercato Juve, David e gli esuberi da piazzare

Per la dirigenza della Continassa, la speranza è che l’avvicinarsi della chiusura delle trattative estive e l’imminenza delle gare ufficiali spingano i calciatori ai margini a rivedere le proprie posizioni pur di non rischiare di finire rilegati in tribuna. David compreso ma non solo. Perché per finanziare i prossimi rinforzi non basterà di certo solo l’uscita del canadese. Per Franck Kessié ormai in attesa da un po’, per esempio, anche serve spazio. E se per Arthur si è ormai arrivati a un passo dalla risoluzione consensuale dell’accordo contrattuale, restano da sbrogliare le matasse relative a Fabio Miretti — la cui valutazione tra i 10 e i 15 milioni di euro rallenta le pretendenti — e a Teun Koopmeiners, frenato da un peso a bilancio vicino ai 30 milioni di euro.
Entrando nella fase finale del mercato, la soluzione del prestito diventa il canale primario per sfoltire l’organico. La Juventus conserva ampio margine sui prestiti concessi: restano a disposizione sette slot per i club di Serie A e cinque per le società estere. In questo elenco figura Michele Di Gregorio, il cui passaggio all’Olympique Marsiglia resta congelato sul tema della copertura dello stipendio, oltre a Daniele Rugani e Federico Gatti, per i quali verranno vagliate eventuali offerte nelle ultime ore.
Fermo sulla fase d’attesa è pure il dossier che conduce a Nico Gonzalez. L’esterno argentino, presente agli allenamenti sul campo della Continassa, gradirebbe il ritorno a Madrid alla corte di Diego Simeone, ma la trattativa vive una fase di rigidità: la società torinese rifiuta di concedere sconti sulla valutazione del cartellino rispetto ai 28 milioni prefissati per l’attaccante fresco di titolarità nella finale dei Mondiali. Ultimi giorni, dunque, per definire tutte queste situazioni tortuose e provare a calare il tris in entrata.