L’esordio stagionale della Juventus sul campo del Frosinone regala tre punti d’oro ma lascia in eredità un forte campanello d’allarme sulle capacità di gestione del risultato. In una sfida dominata a lungo sul piano tattico, il finale si è trasformato in un incubo ad alta tensione, con i padroni di casa capaci di spaventare la retroguardia torinese fino al legno colpito in pieno recupero da Calvani. Un brivido clamoroso che ha rispolverato i vecchi fantasmi del passato, quando la squadra finiva per dilapidare preziosi vantaggi contro formazioni della parte bassa della graduatoria.
Il rischio corso nel recupero nasce direttamente dalla mancanza di cinismo sotto porta, un limite storico che continua a penalizzare il collettivo come sottolinea doverosamente quest’oggi il Corriere di Torino. Le diciannove conclusioni totali indirizzate verso la porta avversaria hanno prodotto soltanto cinque tiri nello specchio e una singola marcatura. A pesare sul bilancio finale ci sono le occasioni fallite a porta guarnita da Randal Kolo Muani e Francisco Conceição, oltre al legno centrato da Pierre Kalulu e alle chance non capitalizzate dallo stesso Kenan Yildiz, apparso lontano dalla sua versione migliore.
Frosinone-Juventus e le troppe occasioni bianconere sprecate

I tre punti portano così la firma di Gleison Bremer, il difensore più prolifico della Serie A arrivato a quota 23 centri complessivi nel massimo campionato italiano. Sfruttando l’assist al bacio servito da Conceição, il centrale brasiliano ha deciso il duello, confermando la sua abilità negli inserimenti aerei. Nel finale c’è stato spazio anche per un pizzico di apprensione attorno alle condizioni di Guglielmo Vicario, costretto al cambio soltanto per crampi dovuti alla fatica.
Nel post-partita Luciano Spalletti ha promosso l’atteggiamento generale della squadra pur evidenziando gravi cali di concentrazione nei momenti chiave. L’allenatore ha sottolineato come contro avversari schierati a uomo fosse doveroso chiudere l’incontro molto prima, anziché complicarsi la vita con le proprie mani. Il tecnico si è poi soffermato sulla prestazione di Kolo Muani, ricordando come la prolungata inattività dell’attaccante francese richieda una profonda ripartenza mentale.
L’analisi della guida tecnica conferma l’esigenza di intervenire sul mercato per ingaggiare un centravanti con caratteristiche differenti, capace di dare peso e concretezza dentro l’area di rigore. Dunque non un Joshua Zirkzee decisamente più semplice da prendere per la Vecchia Signora, ma più un Alexander Sorloth per il quale andrebbe messo su un asse con Nico Gonzalez. Detto questo, il successo di Frosinone regala serenità all’ambiente ma la strada per eliminare i vecchi difetti di superficialità appare ancora lunga. E serviranno gli ultimi sforzi sul mercato per riuscirci.