Il fitto carnet di impegni che attende la formazione torinese dopo la pausa per le selezioni nazionali rappresenta il terreno di prova ideale per l’inserimento tattico di Nick Woltemade. Il tecnico Luciano Spalletti sta studiando un piano articolato per sfruttare appieno la duttilità dell’attaccante teutonico nel corso del prossimo tour de force. Tra la trasferta in terra sarda contro il Cagliari e il big match casalingo contro il Napoli, la compagine bianconera sarà chiamata a sostenere un blocco di sette sfide distribuite in appena tre settimane tra campionato ed Europa League, incrociando avversari spigolosi come Lazio, Celta Vigo, Rennes, Lecce e Genoa. Con quattro trasferte all’orizzonte e una rosa fortemente ridotta nel reparto avanzato a causa delle defezioni forzate di Kenan Yildiz, Jérémie Boga e Jeff Ekhator, oltre alla mancata inclusione nelle liste di Arkadiusz Milik, la presenza dell’ex Newcastle diventa una risorsa imprescindibile per l’attacco.
L’allenatore toscano intende valorizzare le caratteristiche atipiche della punta di Brema, una struttura imponente abbinata a un’elevata sensibilità tecnica che lo porta ad amare il dialogo con i compagni e gli inserimenti a fari spenti piuttosto che il presidio fisso dell’area di rigore. Per massimizzarne l’impatto, lo staff tecnico sta preparando tre differenti assetti per la ripresa delle competizioni. La prima opzione prevede l’impiego del classe 2002 nelle vesti di rifinitore avanzato posizionato subito alle spalle di Randal Kolo Muani, agendo da suggeritore per innescare i tagli del transalpino.
Il piano di Spalletti per Woltemade al rientro

Un disegno tattico di rilievo contempla lo scivolamento del francese sulla corsia esterna per permettere al gigante teutonico di muoversi da centrale atipico, riproponendo la formula già vista nel successo europeo contro il NEC in cui entrambi i marcatori hanno trovato la via della rete come riporta La Gazzetta dello Sport di oggi. La terza via punta invece sulla pura gestione delle forze attraverso un’alternanza staffetta tra i due centravanti per garantire novanta minuti di pressione costante sulle difese avversarie.
A supportare le intuizioni dello stratega bianconero intervengono prestigiosi pareri illustri e favorevoli congiunture cabalistiche. Figure storiche del calcio italiano come Cesare Prandelli e Gianluigi Buffon hanno accostato le qualità del ragazzo a quelle mostrate da un giovane Zlatan Ibrahimovic ai suoi esordi all’ombra della Mole, evidenziando quella rara combinazione di stazza fisica ed estro nello stretto. Inoltre, la cabala del calendario strizza l’occhio al gigante tedesco: durante la passata annata oltremanica, ben quattro dei dodici centri complessivi messi a segno tra campionato e coppe sono arrivati proprio nel mese di ottobre, tradizionalmente il suo periodo più fertile dal punto di vista realizzativo. Spalletti monitorerà con attenzione le prestazioni del giocatore anche nei prossimi impegni con la propria selezione guidata da Jürgen Klopp, fiducioso di ritrovare al rientro un atleta tirato a lucido e pronto a diventare il fattore determinante dell’attacco bianconero.