I piani tattici coordinati da Luciano Spalletti al centro sportivo della Continassa prevedono una vera e propria metamorfosi per Kerim Alajbegovic, destinato a collaudare inedite zolle di campo per ampliare il raggio d’azione dell’attacco bianconero. L’allenatore toscano intende infatti forgiare il diciannovenne talento balcanico nell’inconsueta veste di trequartista puro, trasformandolo in un classico “numero dieci” capace di innescare le punte centrali e dettare i tempi della manovra tra le linee come rivela quest’oggi TuttoSport. Sebbene il ragazzo nasca come ala di fascia e continuerà a presidiare a lungo la corsia mancina, lo staff tecnico scorge nella sua straordinaria visione di gioco e nei suoi strappi palla al piede le doti ideali per farlo agire al centro della trequarti.
La necessità di accelerare il processo d’inserimento del classe 2007 nasce da una situazione di stretta emergenza dell’organico. Gli infortuni prolungati che terranno ai box Jérémie Boga fino al mese di novembre e Kenan Yildiz indicativamente fino ai primi di dicembre costringono la guida tecnica a bruciare le tappe della sua maturazione, concedendogli un minutaggio elevatissimo e una maglia da titolare in pianta stabile. Questa carenza temporanea di alternative consentirà al giovane ex Bayer Leverkusen di scendere in campo con maggiore serenità, assumendosi il rischio della giocata personale senza l’assillo della sostituzione o della valutazione immediata.
Spalletti pronto a plasmare Alajbegovic

Sullo sfondo resta un investimento economico di primissimo ordine sostenuto dalla dirigenza di Corso Galileo Ferraris, che per strappare il gioiello bosniaco alla concorrenza internazionale e sbaragliare club come il Chelsea ha sborsato ben 30 milioni di euro di base fissa, a cui si aggiungono ulteriori cinque milioni di bonus. Il Chief Football Officer Frederic Massara ha scommesso con fermezza sulle qualità del trequartista, reduci da una stagione d’alto profilo tra le fila del Salisburgo e da una vetrina mondiale vissuta da protagonista assoluto con la maglia della propria selezione nazionale.
L’allenatore, pur avendo preferito un graduale periodo di apprendimento per educare i colpi dell’atleta alle severe esigenze tattiche di una piazza ambiziosa, ne riconosce pubblicamente i progressi, evidenziandone la pulizia nelle giocate e l’acume tattico mostrati sia nelle sfide continentali come quella vinta contro il NEC, sia nel lavoro di sacrificio in fase di ripiegamento senza palla. Il percorso di evoluzione verso la posizione centrale rappresenta una sfida affascinante in vista del rientro di Yildiz, una soluzione d’élite studiata per comporre una trequarti imprevedibile e ricca di talento puro una volta che il reparto tornerà a pieno regime.