Luciano Spalletti lavora intensamente sul campo della Continassa per dotare la Juventus di ben quattro differenti soluzioni tattiche, sfruttando la versatilità dei singoli per superare l’emergenza infortuni e plasmare l’abito perfetto in vista dei prossimi impegni di campionato ed Europa League. Il laboratorio strategico allestito dal tecnico toscano sfrutta la finestra di lavoro senza impegni infrasettimanali fino al match contro il Cagliari dell’11 ottobre per collaudare quattro schieramenti ben definiti: la difesa a tre con il 3-4-2-1, il modulo fluido 4-2-3-1, la compattezza del 4-4-2 e la variante offensiva rappresentata dal 4-3-3. L’obiettivo primario consiste nel completare una vera evoluzione dell’identità di squadra entro la successiva pausa per le nazionali di novembre, affrontando un tour de force di nove partite ravvicinate che dirà molto sulle ambizioni della stagione bianconera.
Il cantiere tattico prende mossa dalla necessità di far fronte alle assenze pesantissime che hanno colpito la spina dorsale della rosa, privando la guida tecnica di perni fondamentali in mezzo al campo. Se durante l’estate l’idea prevalente pareva orientata su una struttura di gioco rigida, la realtà del campo e la catena di defezioni fisiche hanno spinto l’allenatore a ripensare l’assetto complessivo, trasformando l’emergenza in una preziosa opportunità di trasformazione. Per articolare soluzioni efficaci e camaleontiche, Spalletti fa totale affidamento sull’eclettismo di pedine chiave rimaste a Torino: la preziosa duttilità di Weston McKennie — dinamico nell’oscillare tra centrocampo, trequarti e fascia —, l’affidabilità di Zeki Çelik e il totale recupero di Andrea Cambiaso, a cui si aggiungono la qualità di Nico Gonzalez e l’impatto di Nick Woltemade.
Ecco le 4 versioni Juve studiate da Spalletti

L’evoluzione dell’esterno argentino rappresenta uno degli snodi principali di questa rivoluzione tattica. Rinvigorito dalle prestazioni erogate e rigenerato dalla stima incondizionata del mister, il classe 1998 sa ricoprire molteplici compiti: quinto di spinta a tutta fascia nel 3-4-2-1, ala pura sul versante sinistro nel 4-2-3-1 o secondo attaccante di supporto nel 4-4-2, con persino l’ipotesi di vederlo impiegato da mezzala destra d’inserimento in caso di passaggio al 4-3-3. Allo stesso modo, l’innesto graduale di Woltemade offre opzioni uniche nel peso dell’attacco, permettendogli di agire sia da riferimento avanzato sia in tandem con Kolo Muani. La capacità di variare lo scacchiere a gara in corso garantisce alla Juventus di non offrire riferimenti agli avversari, affrontando il blocco di gare tra il Cagliari e la Fiorentina con soluzioni sempre nuove e un’identità sempre più definita.
Ecco le quattro formazioni Juve riportate da TuttoSport oggi in edicola:
- 3-4-2-1: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi; Nico Gonzalez, Douglas Luiz, McKennie, Celik/Cambiaso; Conceiçao, Alajbegovic; Kolo Muani
- 4-2-3-1: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Douglas Luiz, Sarr; Conceiçao, McKennie, Alajbegovic; Kolo Muani
- 4-4-2: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; McKennie, Douglas Luiz, Sarr, Celik; Nico Gonzalez/Woltemade, Kolo Muani
- 4-3-3: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; McKennie, Douglas Luiz, Cambiaso; Conceiçao, Kolo Muani, Nico Gonzalez