Marchisio: “La mia su Conte-Spalletti. E mio figlio Davide…”

Claudio Marchisio torna a far sentire la propria voce e lo fa analizzando a trecentosessanta gradi il momento cruciale della Juventus attraverso le pagine de La Gazzetta dello Sport. L’ex bandiera bianconera ha tracciato un quadro dettagliato sulle dinamiche che animano la Continassa, offrendo chiavi di lettura autorevoli sia sulla gestione societaria sia sulle prospettive tecniche della squadra guidata da Luciano Spalletti. Dalle garanzie offerte dal nuovo aumento di capitale alla fiducia nel progetto tattico, il Principino ha passato in rassegna i temi caldi del pianeta juventino, soffermandosi sul peso degli infortuni, sul rendimento dei singoli e sulle ambizioni di rivalsa in campo nazionale ed europeo.

Intervista Claudio Marchisio sulla Juventus

Spalletti sprona Kolo Muani

Dopo la pausa per le nazionali, comincerà la vera stagione. Cosa si aspetta dalla Juventus?

«Continuità, in campo e fuori. Quella che è mancata negli ultimi anni a tutti i livelli, con cambi in panchina e in società. Adesso va data fiducia a Carnevali, Massara e Ottolini. A Spalletti è già stata rinnovata, è alla seconda stagione a Torino».

A una parte di tifosi bianconeri è bastata la prima sconfitta, quella col Sassuolo, per manifestare la nostalgia per Conte. Se lo aspettava così presto?

«La nostalgia per Antonio, a cui anche io sono molto legato, c’è sempre stata e sempre ci sarà. Era così ai tempi di Allegri e anche negli anni successivi. Conte è Conte per la Juve. Però serve continuità e quindi io do ancora fiducia a Spalletti. Gli infortuni, a partire da quello di Yildiz, sono stati pesanti. Ma la Juve non deve mai cercare scuse, mi aspetto che dalla ripresa a Natale possa lottare per le prime posizioni. E poi spero in un’Europa League da protagonista. La Juventus deve puntare a vincere ogni competizione e la Coppa non va snobbata. Non solleviamo un trofeo da trent’anni in Europa. Basta, no?».

A gennaio che colpo sogna?

«Quelli che vorrei io difficilmente si muovono in inverno e vogliono giocare la Champions. Ma c’è del positivo anche in una stagione con l’Europa League: può diventare l’occasione per lanciare qualche giovane del vivaio».

E Davide Marchisio?

«Sta vivendo il momento da ragazzo per bene. Sono orgoglioso di lui. E sono il suo primo tifoso, anzi il secondo o forse il terzo. Mia moglie, il fratello e i nonni sono i primi… Davide mi ha detto: “Papà, ma quanto pressa Gatti, è sempre addosso!”».