Baggio: “Da Firenze alla Juve: fu straziante. La verità sul rapporto con Del Piero” 

Ha parlato Roberto Baggio, evento più unico che raro. A differenza della stragrande maggioranza del contesto calcistico, che puntualmente ritorna in pista in altre vesti dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, il Divin Codino è uscito completamente di scena scegliendo una vita lontana dal mondo del calcio dopo essersi ritirato. Ha provato una breve esperienza alla FIGC per provare a cambiare le dinamiche di un sistema malsano che ancora oggi paga le conseguenze, ma è andato velocemente via quando ha compreso che la situazione era ormai irreversibile.

Protagonista di una carriera unica, considerato ancora oggi il calciatore italiano più forte di tutti i tempi, l’ex attaccante ha vissuto un’intensa esperienza alla Juventus dal 1990 al 1995 e ne ha parlato velocemente nel corso dell’intervista rilasciata domenica 10 maggio al Corriere della Sera.

Roberto Baggio ricorda l’esperienza alla Juventus

Inevitabilmente, Baggio ha commentato le emozioni intense dell’estate del 1990 quando è passato dalla Fiorentina alla Juventus in un clima di guerriglia urbana per un vero e proprio trauma che ha poi compromesso ulteriormente il rapporto tra le due tifoserie.

Baggio ne parla così: «Firenze si ribellò. Al ritiro azzurro di Coverciano arrivai nascosto nella volante della polizia, per non farmi riconoscere dai tifosi viola ai cancelli. Piangevo come un bambino. Si sentivano passare le ambulanze dirette verso la sede della Fiorentina, dove gli scontri durarono tre giorni. Sentivo un dolore lancinante per tutta quella rabbia e quella sofferenza. Non avevo mai voluto la cessione, ma mi sentivo colpevole». 

Arrivò poi il giorno del ritorno all’Artemio Franchi di Firenze, dove gli lanciarono una sciarpa viola mentre si apprestava a rientrare negli spogliatoi: «E io la raccolsi da terra. Era un gesto di rispetto, di amore verso quella squadra che aveva creduto in me nonostante tutti gli infortuni».

Durante la lunghissima chiacchierata tra carriera in Serie A, il rigore sbagliato negli USA e il buddismo che gli ha cambiato la vita, Baggio ha parlato anche del rapporto con Alessandro Del Piero e della numero 10 da lui ereditata: «Non c’è mai stata rivalità vera. Alessandro l’ho sempre sentito come un fratello più piccolo. L’ho visto arrivare, crescere, esplodere. Era un ragazzo serio, educato, con un talento enorme. Negli spogliatoi parlavamo in dialetto veneto, e questa cosa ci avvicinava. Succede ancora oggi, quando ci incontriamo. La maglia numero 10 pesa, certo, ma non deve diventare un muro tra le persone».