Il mercato dei parametri zero vive di equilibri sottilissimi, dove ogni singola voce contrattuale può fare la differenza tra una firma e un clamoroso nulla di fatto. E la Juventus mai come quest’anno probabilmente lo sta provando sulla propria pelle nella trattativa per riportare in Italia Franck Kessié. I dettagli dell’offerta economica presentata all’entourage del centrocampista ivoriano svelano un retroscena significativo: sul tavolo era stata messa una proposta d’ingaggio triennale da 3,5 milioni di euro a stagione, arricchita da un corposo incentivo immediato.
La dirigenza bianconera aveva infatti proposto un bonus alla firma quasi equivalente a un’intera annualità di stipendio per convincere il classe ’96 a legarsi ai colori bianconeri, ovvero circa 4 milioni. Nonostante la consistenza dell’indennizzo iniziale, il giocatore ha deciso di rifiutare questa prima bozza d’accordo, giudicandola complessivamente troppo bassa rispetto al proprio valore e alle proprie aspettative con un riaggiornamento tra le parti considerando la reciproca volontà di chiudere l’affare.
Calciomercato Juve, retroscena offerta Kessie

La risposta negativa di Kessié, infatti, non ha comunque interrotto i canali di comunicazione, che rimangono assolutamente aperti e improntati alla collaborazione. Ricky Massara ha preso in mano le redini del dialogo con l’agente del calciatore, George Atangana, sbarcato di recente in Italia. La Juventus ha così formulato una nuova proposta, spingendosi molto vicino al proprio limite invalicabile: un contratto triennale da circa 4,5 milioni di euro a stagione, bonus inclusi.
Si tratta di una soglia psicologica ed economica che alla Continassa non hanno intenzione di superare. Questa cifra, infatti, è perfettamente in linea con i parametri adottati per i recenti rinnovi contrattuali di elementi chiave dello spogliatoio come Manuel Locatelli e Weston McKennie. Andare oltre rischierebbe di alterare i delicati equilibri salariali interni dello spogliatoio, motivo per cui la società si muove con estrema cautela finanziaria. Per sbloccare definitivamente la situazione, la Juventus conta di far leva sulla voce relativa alle commissioni degli agenti, un terreno su cui il club conserva ancora un discreto margine di manovra per migliorare l’offerta complessiva.
Calciomercato Juve, le alternative a Kessie a centrocampo

Sebbene nei piani operativi di Giovanni Carnevali e Ricky Massara la precedenza assoluta spetti alla sistemazione della porta e del reparto offensivo, l’infermeria ha costretto la Juventus a rivedere l’ordine delle sue priorità. L’infortunio di Khéphren Thuram — un infortunio non grave ma che richiede estrema prudenza — ha spinto la dirigenza ad accelerare le manovre in mezzo al campo, un reparto che necessita di essere puntellato anche al netto delle future cessioni degli esuberi in rosa.
Nelle valutazioni tecniche guidate da Luciano Spalletti, il nome dell’ex milanista riscuote un consenso totale in quanto offre ampie garanzie fisiche e caratteriali, confermate anche dalle ottime prestazioni offerte nell’ultimo Mondiale. Kessie risulta decisamente preferito anche a Leon Goretzka, le cui pretese salariali sono considerate del tutto fuori portata per i parametri bianconeri. Infine gode di un appeal molto più elevato rispetto al profilo del trentottenne Nemanja Matic, il cui eventuale innesto verrebbe visto unicamente come un’alternativa a Locatelli piuttosto che come un alter ego di Thuram.
Kessié, dopo l’esperienza multimilionaria vissuta in Arabia Saudita, avverte il forte stimolo di tornare a calcare i palcoscenici del grande calcio europeo e si è già promesso verbalmente alla Juventus, affascinato dall’idea di lavorare sotto la guida tecnica di Spalletti. Sullo sfondo resta un timido interesse da parte di Roma e Atalanta, club che tuttavia non hanno mai approfondito i contatti con l’entourage, lasciando alla Juventus il ruolo di assoluta e asfissiante pretendente. La palla passa ora definitivamente al centrocampista ivoriano: sarà lui a dover valutare l’offerta da 4,5 milioni complessivi e a decidere fino a che punto sacrificare l’aspetto economico in favore di un progetto sportivo di primissimo livello.