Braccio di ferro David-Spalletti: Gazzetta svela il retroscena Juve

Il raduno estivo della Juventus si preannuncia caldissimo e non solo per le temperature di fine luglio, ma per un vero e proprio scontro totale che rischia di bloccare il mercato bianconero. Al centro della tempesta c’è Jonathan David, atteso alla Continassa una volta terminate le ferie post-Mondiale. Con il suo Canada l’attaccante ha vissuto una spedizione speculare alla sua travagliata esperienza torinese: nonostante una tripletta siglata contro il Qatar, ha palesato i medesimi limiti tecnici, gol falliti e una costante marginalità nel gioco corale della squadra. Eppure, come assicura La Gazzetta dello Sport, il canadese non ha la minima intenzione di fare le valigie; al contrario, è fermamente deciso a impuntarsi per strappare una seconda chance.

Una posizione che si scontra però frontalmente con il muro eretto da Luciano Spalletti, il quale ha già espresso chiaramente il desiderio di avere un parco attaccanti profondamente diverso. Le valutazioni del tecnico toscano sul centravanti canadese sono severe e sembrano non lasciare spazio a interpretazioni. Del resto più volte l’allenatore ha evidenziato pubblicamente i limiti caratteriali e di postura tattica del giocatore. Spalletti gli rimprovera una flemma eccessiva, definendolo un “bravo ragazzo” a cui manca la determinazione feroce. Inoltre l’allenatore pretende una prima punta capace di proteggere il pallone nei momenti di pressione, permettendo al blocco squadra di salire e ribaltare l’azione.

Calciomercato Juve, caso David e chi vorrebbe Spalletti in attacco

Calciomercato Juve, scambio con David?
Calciomercato Juve, caso David

I piani dell’allenatore per il nuovo attacco della Juventus sono già definiti. Con Dusan Vlahovic ormai svincolato anche se resta il colpo di scena sullo sfondo, il prescelto per raccoglierne l’eredità è Randal Kolo Muani, affiancato dalla scommessa di prospettiva Jeff Ekhator. Nella testa di Spalletti, però, il tassello mancante deve essere un centravanti estremamente fisico, cattivo e dominante nei sedici metri avversari: un profilo speculare ad Alexander Sørloth, pista che era stata caldeggiata dall’ex dirigente Damien Comolli prima di finire in stand-by.

Il legame tra l’ex Ct e l’attaccante canadese è stato un continuo alternarsi di tensioni e fugaci riappacificazioni durante l’ultimo campionato. Si è passati dai rimproveri pubblici per la timidezza del giocatore all’abbraccio protettivo di Reggio Emilia dopo un pesante errore dal dischetto contro il Lecce. David ha vissuto persino un momento d’oro a cavallo tra gennaio e febbraio, mettendo a referto quattro reti e due assist in cinque apparizioni, prima di scivolare inesorabilmente verso una bocciatura totale. Emblematico il finale di stagione, che lo ha visto partire titolare in una sola circostanza (accumulando appena 35 minuti complessivi) nelle ultime tre giornate.

Nonostante il declassamento, David però è convinto di poter far ricredere l’allenatore forte della sua storicità nelle seconde stagioni dove poi è esploso. Sia ai tempi del Genk che durante l’avventura al Lilla, infatti, il canadese ha sempre necessitato di un lungo periodo di adattamento prima di esplodere. A complicare i piani di cessione della Juventus c’è un fattore economico non indifferente: David percepisce un ingaggio pesante da 6 milioni di euro netti a stagione, una cifra che restringe drasticamente il cerchio dei club interessati. Senza la sua uscita (e quella, data per scontata, di Loïs Openda in prestito), il direttore tecnico Frederic Massara avrà le mani legate sul mercato delle punte.