Il clima in casa Juventus è sempre più teso e l’umore di Luciano Spalletti è decisamente nero. Quello che doveva essere il mercato del grande rilancio si sta trasformando in un percorso a ostacoli che sta letteralmente spiazzando l’allenatore di Certaldo. Dietro la rabbia e le liti scoppiate con l’amministratore delegato Damien Comolli, si cela un profondo senso di frustrazione per un finale di campionato disastroso — culminato nel doppio harakiri in Juventus-Verona e Juventus-Fiorentina e nel conseguente sesto posto — e per un inizio di campagna acquisti a dir poco complicato.
La mancata qualificazione in Champions League sta riducendo in pezzi la lista dei desideri che il tecnico aveva stilato a inizio primavera. Spalletti si trova ora a gestire una serie di semafori rossi e gialli che rischiano di compromettere i suoi piani tattici.
Calciomercato Juve, perché Spalletti non è contento

Il primo grande colpo di scena negativo riguarda il sogno Bernardo Silva. Il portoghese, svincolato di lusso dal Manchester City, era l’uomo scelto da Spalletti per iniettare carisma e qualità nella squadra. Nonostante le chiamate dirette del tecnico per convincerlo, il richiamo della Spagna e l’assenza della Champions a Torino hanno spento le speranze: per il portoghese è semaforo rosso definitivo. Ora l’ex CT spera in un’alternativa tra Brahim Díaz e Tijjani Reijnders, oltre a chiedere una seconda chance in ritiro per Douglas Luiz.
La mazzata più imprevedibile è arrivata però sul fronte portiere. Spalletti considerava Alisson già saldamente a difesa della porta bianconera, forte di un’intesa triennale raggiunta con il brasiliano, pronto a trasferirsi anche senza l’Europa che conta. Il muro improvviso eretto dal Liverpool, che ha gelato il giocatore rifiutandosi di liberarlo anticipatamente, ha lasciato l’allenatore impietrito e spiazzato come racconta La Gazzetta dello Sport. Per il brasiliano serve adesso un miracolo diplomatico, tanto che la dirigenza ha già iniziato a vagliare i piani B (da Mamardashvili a De Gea, fino a Nübel).
Anche il caso Vlahovic tormenta Spalletti

A completare il quadro di incertezza c’è la situazione legata a Dusan Vlahovic, un vero e proprio “giallo lampeggiante”. Spalletti si è speso moltissimo in prima persona per favorire il rinnovo del centravanti serbo, ma a soli 32 giorni dalla scadenza del contratto la trattativa appare scivolosa e in totale stallo. Il bomber non si è ancora seduto al tavolo con Comolli e i suoi gol, pur non essendo bastati per l’Europa maggiore, stanno attirando l’interesse delle big europee (Bayern, Chelsea e Barcellona), con il rischio concreto di uno svincolo a parametro zero che per Spalletti avrebbe il sapore di una doppia beffa.
Proprio per questo motivo, le prossime ore saranno cruciali. È infatti previsto un imminente e blindatissimo summit tra Luciano Spalletti, John Elkann e Damien Comolli. Un vertice d’urgenza che servirà per mettere un punto definitivo sui sogni sfumati, analizzare la realtà dei fatti e provare a ripartire per non farsi trovare impreparati all’inizio della nuova stagione.