Cessione Di Gregorio: Juve bloccata, spunta la mossa in extremis

Siamo di fronte a una fase d’impasse particolarmente delicata tra i pali per la Juventus, dove le dinamiche attorno a Michele Di Gregorio complicano le manovre di mercato della dirigenza. La gestione del pacchetto arretrato si sta rivelando un autentico rompicapo per la società piemontese, che si ritrova a dover gestire un’uscita complessa proprio mentre cresce la fretta di regalare alla guida tecnica una nuova certezza a difesa della porta. La prestazione non brillante registrata anche nel recente derby d’Italia in terra australiana, in cui l’estremo difensore ha mostrato evidenti responsabilità in occasione delle due marcature avversarie, hanno reso ancora più pressante la richiesta di un avvicendamento da parte di Luciano Spalletti.

A frenare un’immediata separazione è soprattutto la combinazione tra fattori economici e veti di mercato. L’ex guardiagabbie del Monza figura nei bilanci societari per una quota attorno ai dieci milioni di euro, un valore che rende di fatto impossibile ipotizzare un’alienazione a titolo definitivo nel panorama calcistico nazionale. Così per evitare minusvalenze o perdite a bilancio, la dirigenza di via Druento si vede costretta a percorrere la strada del prestito secco o con diritto di riscatto.

Calciomercato Juve, gli scenari per Di Gregorio e Perin

Di Gregorio Juve
Calciomercato Juve, Di Gregorio in uscita

La speranza della Juventus è il panorama estero possa innescare quell’effetto domino tra le grandi panchine europee finora mai davvero decollato, ma in casi estremi – come detto – la Juventus sarebbe pronta a girarlo anche in prestito secco. Oltre alla formula finanziaria, la dirigenza deve fare i conti con le intenzioni dello stesso numero uno. Qualsiasi trasferimento dell’estremo difensore milanese sarà subordinato al suo pieno benestare, poiché il tesserato accetterà di lasciare la Continassa unicamente di fronte a un progetto tecnico di pari o superiore prestigio.

La ricerca di un punto d’incontro tra le aspirazioni dell’atleta e le necessità della dirigenza impone diplomazia, evitando soluzioni affrettate o poco gradite che finirebbero per congelare ulteriormente la situazione della rosa. Il quadro complessivo del reparto difensivo s’intreccia inevitabilmente con la situazione contrattuale dell’altro guardiano in organico. Mattia Perin si appresta a vivere il suo ultimo anno di contratto a Torino, con un accordo che arriverà a naturale conclusione tra dodici mesi.

Un elemento di contorno che spinge i vertici societari ad agire con estrema lucidità: trovare una soluzione in extremis per sbloccare la cessione dell’ex Monza è la chiave per ristrutturare la porta bianconera prima dell’avvio degli impegni ufficiali della stagione. Il tutto sperando sempre in Zion Suzuki come nuovo portiere bianconero: non a titolo definitivo come inizialmente ipotizzato, ma via prestito dal PSG. Bisogna fare di necessità virtù in annate del genere.