La disfatta interna contro la Fiorentina ha ufficialmente aperto il vaso di Pandora in casa Juventus. Il traguardo della Champions League, sfumato proprio sul più bello, non è soltanto un danno d’immagine drammatico per la storia del club, ma rappresenta un vero e proprio cratere finanziario da 70-80 milioni di euro. Un disastro economico di queste proporzioni è destinato a travolgere l’intera area tecnica della Continassa: se da un lato l’affare Bernardo Silva è ormai da considerarsi definitivamente sfumato e le posizioni del tecnico Luciano Spalletti e dell’Ad Damien Comolli appese a un filo in vista del prossimo vertice con John Elkann, dall’altro l’allarme rosso si sposta sulle uscite.
Come lanciato dalle colonne di Tuttosport, senza gli introiti dell’Europa che conta, la Juventus rischia di dover fare tre sacrifici pesantissimi sul mercato per salvaguardare il bilancio.
Cessioni Juventus: sacrifici pesantissimi senza Champions?

Il primo indiziato a lasciare Torino è colui che fino a poche settimane fa era considerato il pilastro insostituibile della retroguardia: Gleison Bremer. Il centrale brasiliano, corteggiato da tempo dai top club della Premier League, ha recentemente lanciato un messaggio chiarissimo che sa tanto di rottura: «Ho 29 anni e voglio vincere, alla Juve abbiamo galleggiato negli ultimi anni».
Parole pesanti che certificano la frustrazione del giocatore davanti all’ennesimo progetto tecnico naufragato. Di fronte a un’offerta congrua dall’Inghilterra, senza dimenticare la clausola rescissoria da 55 milioni di euro, la dirigenza bianconera non potrà fare barricate. La sua cessione garantirebbe una plusvalenza monstre immediata, ma lascerebbe un vuoto tecnico difficilmente colmabile.

Il secondo nome sulla lista dei sacrificabili di lusso è quello di Khéphren Thuram. Il centrocampista francese, arrivato a Torino con grandi aspettative, ha attirato su di sé gli occhi di diversi estimatori in terra britannica grazie alle sue doti fisiche e di inserimento.
Nonostante la Juventus lo consideri un profilo ideale su cui costruire la mediana del futuro, la dura legge del bilancio imposta dall’assenza della Champions League obbliga a fare delle scelte dolorose. Thuram ha mercato, garantisce una valutazione alta e rappresenta un assegno in bianco che la Continassa potrebbe essere costretta a incassare per finanziare la successiva sessione di trasferimenti.
A completare il trio dei possibili partenti c’è Francisco Conceição. Il talento portoghese, che in questa stagione ha mostrato sprazzi di classe pura ed elettricità sulla fascia destando l’interesse di varie big europee (soprattutto in Inghilterra), rischia di diventare una vittima illustre del ridimensionamento economico.
Senza l’ossigeno finanziario dei gironi di Champions, anche la gestione del suo cartellino si trasforma in un rebus: la Juventus potrebbe essere costretta a rinunciare alla sua centralità nel progetto futuro, monetizzando la sua partenza o non opponendosi alle lusinghe dei club di Premier disposti a investire cifre blu per il suo cartellino.
Ridimensionamento Juventus? Palla ad Elkann
La Juventus non venderà tutti, ma la necessità di far quadrare i conti in nome del bilancio Exor costringerà a privarsi di almeno un paio di pezzi pregiati. Lo scenario che si profila all’orizzonte è quello di una vera e propria epurazione estiva: un ridimensionamento tecnico forzato che potrebbe azzerare l’organigramma dirigenziale e di campo (con Spalletti e Comolli verso l’addio) e che priverà la rosa delle sue stelle più lucenti. I prossimi giorni, a partire dal bilancio definitivo che verrà tracciato dopo il derby contro il Torino con John Elkann, saranno decisivi per capire l’entità dello tsunami che sta per abbattersi sulla Vecchia Signora.