Che fine ha fatto… Diego Ribas da Cunha (e cosa fa oggi)

Correva l’anno 2009. Dopo un terzo posto in classifica con Claudio Ranieri in panchina, alla Juventus sbarcava una grande promessa del calcio europeo: Diego Ribas da Cunha. E l’investimento fu massiccio: 27 milioni di euro cash nelle casse del Werder Brema, dove il brasiliano aveva incantato in Bundesliga attirando le attenzioni di tante big compresa la Vecchia Signora che ebbe la meglio con un blitz decisivo con cui convinse il sudamericano.

Diego Ribas, il grande flop della Juventus 2009

Fu preso per illuminare la trequarti bianconera, alzare il tasso tecnico a centrocampo e diventare l’uomo assist di una Juventus che avrebbe dovuto tornare a vincere lo scudetto quanto prima. Come ben sappiamo, non accadde nulla di tutto ciò. Anzi: il suo acquisto e quello dell’altro verdeoro arrivato nella stessa sessione estiva, ovvero Felipe Melo, fu un flop totale. Eppure le aspettative erano tutt’altre e anche il biglietto da visita sembrò incoraggiante, a riprova che la Juventus aveva chiuso un grande acquisto che avrebbe potuto fare la differenza a Torino per molti anni. Ma fu solo un’illusione.

Un bluff l’assist a Vincenzo Iaquinta alla prima giornata della stagione in Chievo-Juventus e ancor più un’allucinazione la doppietta in Juventus-Roma. Seguirono altre gare apparentemente positive, ma dalla fine dell’anno solare passando soprattutto per il nuovo 2010 le prestazioni sue e dell’intera squadra nel frattempo affidata a Luigi Del Neri furono disastrose.

Risultato: cessione dopo un solo anno. Si dimostrò non da Juventus, non sul piano caratteriale soprattutto. Memore ancora dei segni invece incoraggianti lasciati in Germania, la Juventus colse a volo un treno chiamato Wolfsburg che portò 15.5 milioni di euro nelle casse piemontesi perdendo un bel po’ di soldi ma tamponando quanto meno un’inevitabile emorragia economia.

Che fine ha fatto Diego Ribas

Ma che fine ha fatto a distanza di 17 anni Diego Ribas? Dopo l’addio alla Juventus, innanzitutto è bene ricordare che la sua esperienza teutonica durò appena due stagioni prima di un’altra chance fallita in una big come l’Atlético Madrid. Proprio come a Torino, la sua esperienza nella capitale spagnola durò appena 12 mesi prima di trasferirsi al Fenerbahçe vivendo un biennio in Turchia.

Solo col ritorno in patria troverà la sua gloria: al Flamengo, dove passa nel 2016 fino al 2022 prima del ritiro, diventa un idolo assoluto e tocca probabilmente il picco più alto della sua carriera affermandosi trascinatore di una squadra campione a livello intercontinentale e mostrando come mai prima il suo potenziale tecnico.

E oggi invece cosa fa? Da una parte è rimasto nel mondo sportivo affermandosi come un rispettabile commentatore televisivo in Brasile in particolare per TvGlobo (la più importante del Paese), dall’altra ha aperto una nuova carriera da… motivatore. Ha una palestra dove esercita anche come una sorta di psicologo sportivo per i giovani atleti, utilizzando spesso la sua storia e le sue esperienza di vita come riferimento affinché altri non commettano i suoi errori. E nel frattempo si è tolto un bel po’ di soddisfazioni anche in un altro sport: il triathlon.