Che fine ha fatto Dimas: cosa fa oggi l’ex Juventus 

Il calcio degli anni 90 ha visto sfilare in Serie A non solo campioni epocali, ma anche onesti e solidi professionisti che sono riusciti a ritagliarsi un ruolo importante all’interno di spogliatoi stellari con semplicità e umiltà. Tra questi c’è sicuramente Dimas Teixeira, per tutti semplicemente Dimas, terzino sinistro portoghese che ha vissuto il punto più alto della propria carriera indossando la maglia della Juventus in uno dei periodi più vincenti della storia del club piemontese.

Dimas Teixeira e l’arrivo alla Juventus

Il passaggio sotto la Mole si consumò con una velocità disarmante, come raccontato dallo stesso calciatore qualche tempo fa: «Un giorno il mio procuratore mi contatta e mi dice che c’è l’opportunità di firmare per un club italiano, la Juventus. Mi chiese se fossi interessato e il mattino seguente mi ritrovai a Torino, nella società più importante d’Europa».

Il debutto ufficiale sul rettangolo verde avviene nel dicembre del 1996, in un match interno vinto contro il Bologna. Un esordio dal sapore particolare, dato che la squadra era appena rientrata dalla leggendaria spedizione di Tokyo, dove aveva conquistato la Coppa Intercontinentale piegando il River Plate grazie alla firma di Alessandro Del Piero. Dimas non poté prendere parte a quella partita per intoppi di natura burocratica, ma si unì immediatamente ai festeggiamenti di un gruppo straordinario guidato da Marcello Lippi.

Dimas: dai trionfi a Torino e la delusione di Amsterdam

La prima annata italiana si conclude per il laterale portoghese con 18 apparizioni complessive, ma è nella stagione successiva che trova maggiore continuità, collezionando 35 presenze totali e diventando una pedina preziosa anche in Europa. La Juventus vola fino alla finalissima di Champions League ad Amsterdam nel 1998, dove però si arrende al Real Madrid. Quella sera Dimas assiste all’intera sfida dalla panchina, vedendo sfumare il sogno di alzare la coppa dalle grandi orecchie.

L’avventura a Torino si avvia così ai titoli di coda. Dopo un avvio di stagione complicato e un’ultima apparizione da titolare contro il Ravenna in Coppa Italia, nell’ottobre del 1998 la dirigenza decide di cederlo ai turchi del Fenerbahçe. Il bilancio della sua esperienza in Italia resta comunque importantissimo: in soli due anni Dimas mette in bacheca due scudetti, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e una Supercoppa Italiana, salutando i tifosi con cinque trofei conquistati.

La nuova vita di Dimas in panchina

Dopo aver chiuso la carriera da calciatore nel 2002 con la maglia dello Sporting Lisbona, Dimas ha scelto di non abbandonare il mondo del pallone, studiando da allenatore e costruendosi una solida reputazione internazionale. La sua seconda vita nel calcio si è sviluppata principalmente attraverso due binari ben distinti.

Da un lato c’è il profondo legame professionale con il connazionale José Morais, storico assistente di José Mourinho. Nello staff di Morais, Dimas ha svolto per anni il ruolo di vice-allenatore, girando il mondo e accumulando un bagaglio d’esperienza incredibile in piazze calde e campionati complessi: dal Barnsley in Inghilterra al Karpaty Lviv in Ucraina, passando per i coreani del Jeonbuk Hyundai fino ai turchi del Bodrum FK.

Dall’altro lato, l’ex difensore juventino ha cercato di mettersi in proprio come primo allenatore. In patria ha iniziato a lavorare con i giovani, guidando la formazione Under 23 e la squadra “B” del Belenenses, una delle realtà storiche del calcio lusitano. La grande opportunità sulla panchina di una prima squadra è arrivata in Medio Oriente, negli Emirati Arabi Uniti, alla guida dell’Al-Wahda FC terminata nel 2025. Oggi Dimas studia i nuovi trend tattici del calcio moderno, in attesa di una nuova panchina a 57 anni.