Chi è Massimo Brambilla, allenatore della Juve Next Gen: storia e carriera 

Massimo Brambilla – Nel calcio moderno, il ruolo di allenatore di una seconda squadra richiede doti non comuni: bisogna saper coniugare la ricerca del risultato sul campo con la missione, ben più cruciale, di sgrezzare e formare i campioni del futuro. Un identikit che si sposa alla perfezione con il profilo di Massimo Brambilla. Non a caso parlano i risultati.

Uomo azienda, specialista del lavoro con i giovani e profondo conoscitore della galassia bianconera, Brambilla rappresenta una certezza assoluta per la Juventus Next Gen, una guida capace di traghettare i talenti più cristallini verso il calcio dei grandi.

Massimo Brambilla: oltre vent’anni tra Serie A e Serie B

Prima di accomodarsi in panchina, Brambilla ha vissuto una lunghissima e stimata carriera da centrocampista. Regista d’ordine e geometrie, cresce nel Monza dove debutta tra i professionisti all’inizio degli anni novanta. Le sue prestazioni attirano le attenzioni del grande calcio: veste le maglie di Reggiana, Parma, Bologna e soprattutto Torino, club con cui colleziona quasi 100 presenze a cavallo della fine del millennio.

Successivamente mette la sua esperienza al servizio di piazze importanti come Siena, Cagliari e Mantova, prima di chiudere la propria parabola sul terreno di gioco nel 2010 con la maglia del Pergocrema.

Brambilla subito re delle giovanili: i trionfi con l’Atalanta

Appesi gli scarpini al chiodo, Brambilla intuisce immediatamente la propria vocazione e inizia a allenare nei settori giovanili, partendo proprio dal Pergocrema e passando poi dal Novara. La vera svolta tecnica si compie però nel 2015, quando sposa il progetto dell’Atalanta.

A Bergamo si consacra come uno dei migliori tecnici del calcio giovanile italiano. In sette anni complessivi tra Under 17 e Primavera, Brambilla fa incetta di trofei bacheca:

  • 3 Scudetti (uno con l’Under 17 e due consecutivi con la Primavera).
  • 2 Supercoppe Primavera.
  • 2 Tornei di Arco – Città di Arco.

Oltre ai titoli, a parlare per lui è la clamorosa lista di talenti che passano sotto le sue cure e che spiccheranno il volo verso le nazionali e i top club europei: tra i tanti si segnalano Alessandro Bastoni, Marco Carnesecchi, Musa Barrow e Dejan Kulusevski.

L’approdo alla Juventus Next Gen e la fabbrica dei talenti

Nel 2022 la Juventus decide di affidargli la panchina della Next Gen in Serie C. È la prima vera esperienza in una squadra professionistica e l’impatto è eccellente: al primo anno sfiora il trionfo in Coppa Italia di Serie C, arrendendosi solo in finale nel doppio confronto con il Vicenza. Al secondo anno centra una storica qualificazione ai playoff nazionali, venendo eliminato solo ai quarti di finale dalla Carrarese per via del peggior piazzamento in regular season.

In questo biennio Brambilla si conferma lo stratega perfetto per la seconda squadra, plasmando una generazione d’oro di calciatori pronti per la prima squadra o capaci di generare pesanti plusvalenze per il bilancio societario: Dean Huijsen, Samuel Iling-Junior, Tommaso Barbieri, Enzo Barrenechea, Hamza Rafia, Felix Correia, Nicolò Savona, Samuel Mbangula e Jonas Rouhi.

La parentesi a Foggia, il ritorno e lo storico debutto in Serie A

Nell’estate del 2024 decide di misurarsi con una prima squadra accettando la calda panchina del Foggia. L’avventura in Puglia si rivela però sfortunata e avara di risultati, concludendosi con un esonero precoce dopo appena sei partite ufficiali.

Il legame con il mondo bianconero è però troppo forte: il 12 novembre 2024, a seguito dell’esonero di Paolo Montero, la dirigenza della Continassa lo richiama a “casa Juve” per raddrizzare la rotta di una Next Gen sprofondata all’ultimo posto. Brambilla compie un vero e proprio miracolo sportivo, risalendo la china fino al nono posto e uscendo ai playoff solo contro il Crotone.

La stagione successiva si rivela ancor più memorabile. Oltre a condurre la Next Gen al quinto posto finale in Serie C (il miglior piazzamento di sempre nella storia della seconda squadra bianconera), nell’autunno viene chiamato a guidare temporaneamente la prima squadra della Juventus dopo l’esonero di Igor Tudor. Il 29 ottobre ha così il grande merito di debuttare sulla panchina della Juventus in Serie A, bagnando l’esordio con una splendida vittoria interna per 3-1 contro l’Udinese, prima di consegnare il testimone a Luciano Spalletti. Un vero e proprio “uomo azienda”, sempre pronto a rispondere presente nei momenti di emergenza. Plasmando per la Juventus i potenziali campioni del domani.