Devastante. Non ci sono altri aggettivi per descrivere la prestazione di Erling Haaland negli ottavi di finale della Coppa del Mondo. Il fuoriclasse norvegese ha trascinato la sua nazionale con una doppietta decisiva contro il Brasile, firmando il successo che ha eliminato i verdeoro e regalato alla Norvegia una delle pagine più importanti della propria storia calcistica.
L’attaccante ha messo in mostra tutta la sua forza fisica, la velocità e il suo straordinario senso del gol, risultando imprendibile per la retroguardia brasiliana. Le sue due reti hanno indirizzato la sfida proprio nel finale, dopo che la formazione di Carlo Ancelotti ha sprecato non poco, e quando non c’era più troppo tempo per recuperare. Inutile il rigore finale: Brasile-Norvegia è finita 1-2 per un primo clamoroso verdetto degli ottavi di finale.
Clamoroso Haaland alla Juventus: il retroscena del 2017
Per la Norvegia si tratta di un risultato storico, frutto di un percorso in continua crescita e di una squadra che ha saputo abbinare organizzazione, intensità e qualità. E al centro di tutto, naturalmente, c’è lui: Haaland, autentico leader tecnico ed emotivo di una formazione che continua a stupire e che ora sogna in grande. Ora dovrà trascinare i vichinghi nel match contro l’Inghilterra per provare a centrare una storica semifinale, nel frattempo Alfredo Pedullà di Sportitalia via Youtube ha riportato a galla un vecchio e clamoroso retroscena di mercato: ovvero quando Haaland poteva vestire la maglia della Juventus.
Inizia così il racconto dell’esperto di mercato: “Haaland è una macchina da gol e rappresenta anche uno dei grandi rimpianti della Juventus. Rinfreschiamo questa storia, perché è emblematica. Nel 2017 giocava ancora in Norvegia, era un ragazzino. La Juventus lo aveva seguito con grande attenzione: aveva mandato emissari e dirigenti in Norvegia, lo aveva fatto venire in Italia e i contatti erano continui. Aveva perfino assistito a una partita della Juventus. Si poteva acquistare per meno di 4 milioni di euro“.
Il tutto nacque in questa maniera: “Un intermediario italiano lo aveva proposto alla Juventus. È un rimpianto anche di Beppe Marotta, che lo ha raccontato più volte: Haaland è probabilmente il più grande rimpianto di mercato della sua carriera. Si parlava di 3,8 milioni di euro. Successivamente la Juventus tornò a visionarlo. In una partita in Norvegia segnò quattro gol, proprio nel periodo in cui il club era concentrato sull’operazione per portare Cristiano Ronaldo a Torino. E quell’occasione sfumò”.
Una delle tante clamorose storie di mercato che restano nascoste: “È stata una grande opportunità persa. Non è una critica, è una constatazione. Recentemente abbiamo avuto ospite Enrico Preziosi, che ci ha raccontato gli aneddoti su Robert Lewandowski, su Lionel Messi e sulle intuizioni che, per una serie di circostanze, non si sono concretizzate. La Juventus ci avrebbe riprovato qualche anno dopo a prendere Haaland, ma ormai a cifre completamente diverse, praticamente proibitive. Il rimpianto, però, è rimasto. Perché il calcio è fatto anche di questo: di occasioni, di intuito, di tempismo e di opportunità che, una volta perse, difficilmente tornano”.
Troppo tardi a quel punto per Haaland in bianconero: “Quando la Juventus è tornata a interessarsi a lui, Erling Haaland era già diventato quel “vichingo spaziale” che conosciamo oggi. Ha medie realizzative impressionanti anche con la nazionale: segna più gol delle partite che gioca. I gol sono addirittura più delle presenze. Il rimpianto resta, ma sono quei rimpianti che appartengono al mondo del calcio e alle occasioni che, magari, non riesci a cogliere al volo. La verità, dal mio punto di vista, è un’altra: Haaland gioca un calcio diverso dagli altri“.