Il futuro del reparto offensivo della Juventus è tornato a essere il fulcro nevralgico delle riflessioni alla Continassa. Al centro dei pensieri della dirigenza c’è sempre lui, Dusan Vlahovic, il cui destino contrattuale sembrava ormai indirizzato verso un binario morto sotto la vecchia gestione societaria. Quell’ingaggio da 8 milioni di euro a stagione, infatti, veniva catalogato dall’ex amministratore delegato come un lusso decisamente eccessivo e non più sostenibile. Ma il cambio della guardia ai vertici del club ha portato una ventata di novità: un vento nuovo che ha ricominciato a soffiare con decisione nella direzione della punta serba, riaprendo spiragli che fino a poche settimane fa parevano fantascientifici.
Il legame tra il centravanti e la Vecchia Signora non è mai stato una semplice questione di facciata; è sempre stato vissuto come una vera e propria missione reciproca. Una missione che, per varie vicissitudini, non è mai stata portata a compimento. Il tanto sospirato lieto fine potrebbe essere stato soltanto posticipato, ma per raggiungerlo servirà pragmatismo. Secondo quanto svelato da Tuttosport, i vertici bianconeri stanno analizzando la situazione con estrema razionalità e hanno individuato due precise strategie per uscire dall’impasse.
Rinnovo Vlahovic: i due scenari clamorosi per la Juve

La prima opzione sul tavolo della dirigenza riguarda una rimodulazione della struttura temporale dell’accordo. Fino a questo momento, i discorsi si erano arenati su una proposta di rinnovo esclusivamente biennale. Questa formula, tuttavia, non soddisfa pienamente nessuna delle parti in causa. Estendere l’orizzonte contrattuale anche solo di una stagione in più permetterebbe alla Juventus di spalmare su più anni dei costi che nell’immediato pesano come un macigno sul bilancio corrente.
Una scadenza più lunga offrirebbe maggiore serenità a Vlahovic. Il timore latente del bomber, infatti, è quello di legarsi per un periodo troppo breve e di ritrovarsi, già tra dodici mesi, a dover ridiscutere daccapo il proprio futuro professionale, rivivendo la medesima e logorante situazione vissuta un anno fa.
La seconda via percorribile si focalizza invece sulla complessa architettura economica dei bonus. L’idea della Juventus sarebbe quella di trovare una quadra definitiva sul cosiddetto “bonus alla firma”. Attraverso questo meccanismo, il club andrebbe a compiere una sorta di riacquisto del cartellino a prezzo di saldo, veicolando l’esborso finanziario direttamente verso l’entourage del calciatore per abbassare l’impatto della quota fissa dello stipendio.
Possibile colpo di scena Vlahovic-Juventus?

Ed è proprio la parola “entourage” a rappresentare la vera chiave di volta di questa intricata vicenda. Negli ultimi tempi, i canali di comunicazione erano stati mantenuti in vita quasi unicamente dal padre del giocatore, Milos. Una mossa resasi necessaria per gestire i cocci di un rapporto ormai saturo e logoro tra la Juventus e i procuratori storici di DV9, gli stessi che nel 2022 avevano orchestrato il suo passaggio dal backstage di Firenze ai riflettori di Torino (un’operazione che si rivelò un autentico capolavoro finanziario, perlomeno per le tasche degli agenti).
La sensazione diffusa è che solo dopo aver risolto questo cortocircuito diplomatico con i rappresentanti del serbo si potrà davvero voltare pagina e ricominciare a dialogare. Ognuno ripartirà dalle proprie convinzioni e dall’idea che si è fatto di questa lunga telenovela. Molto, se non tutto, resterà comunque legato alle pretese economiche che l’attaccante deciderà di presentare al nuovo management aziendale. Le cifre del passato sono ormai preistoria: starà al nuovo corso della Continassa stabilire se i presupposti per blindare il proprio numero nove siano solidi o se le strade siano destinate a dividersi. La certezza, per ora, è che la Juventus ha smesso di erigere muri e ha ricominciato a cercare una soluzione.