L’entusiasmo della piazza torinese si è acceso all’istante attorno al nuovo gioiello approdato sotto la Mole, ovvero Kerim Alajbegovic. La curva e il popolo del web hanno trovato l’ispirazione perfetta richiamando l’iconica formula celebrativa che un tempo apparteneva alle Merengues per Karim Benzema: mutando una sola vocale, il diciottenne balcanico è stato ribattezzato da subito “Kerim the dream” come si legge quest’oggi sul Corriere di Torino. Un’investitura impegnativa per un profilo che rappresenta la scintilla su cui la dirigenza vuole rifondare le proprie ambizioni di vertice.
Nato in Germania ma colonna della selezione bosniaca, l’attaccante ha stregato gli osservatori internazionali durante la parentesi in prestito al Salisburgo (chiusa con ben 13 reti e 4 passaggi vincenti su 44 apparizioni totali) e con le giocate espresse nell’ultima rassegna iridata, dove si è distinto per una perla di rara bellezza nel match contro il Qatar. Una crescita impetuosa che ha reso impossibile per il Bayer Leverkusen congelarne la permanenza in rosa.
Calciomercato Juve, colpo Alajbegovic: tutte beffate

Per mettere le mani sul classe 2007, i dirigenti di via Druento hanno dovuto battere una concorrenza agguerritissima e mossa su più fronti europei. Diverse società si sono spinte fino ai colloqui diretti prima dell’allungo decisivo torinese:
- Chelsea
- Atalanta
- Milan
- Napoli
I londinesi avevano quasi trovato l’incastro risolutivo, ma il lavoro coordinato della dirigenza piemontese ha permesso il sorpasso all’ultima curva. Un contributo essenziale nel buon esito dei dialoghi è giunto da Miralem Pjanić: l’ex regista bianconero, connazionale del talento, ha operato da paciere e consigliere della famiglia, rassicurando il padre e il calciatore sulle bontà dell’ambiente torinese. Una volta sistemate nelle ultime ore le pendenze legate alle spese per i procuratori, la firma è arrivata sulla base di uno sforzo economico complessivo pari a 35 milioni di euro tra quota fissa e bonus.
Legatosi alla causa torinese con un accordo prolungato fino al 2031, il ragazzo offre a Luciano Spalletti una risorsa tattica versatile e ricca di soluzione offensive: abile negli spazi stretti, può far saltare il banco in qualsiasi istante. Pur prediligendo giostrare sulla corsia sinistra per poi accentrarsi, il diciottenne possiede le qualità per muoversi su tutto il fronte trequarti: sa giostrare sul binario opposto o sistemarsi direttamente alle spalle del terminale d’attacco. In un organico che a sinistra può già contare sulla presenza di Kenan Yildiz e Jeremie Boga, il nuovo arrivato non viene visto semplicemente come un’alternativa al dieci turco, bensì come un partner d’attacco in grado di innalzare il tasso tecnico globale dell’undici titolare.