“Comolli flop, al suo posto direi…”, Giletti suggerisce il nuovo Ad Juve

La stagione della Juventus si chiude lasciando dietro di sé una scia di aspre discussioni, specialmente per quanto riguarda la gestione dirigenziale. Sotto la lente d’ingrandimento della critica è finito in particolare l’operato di Damien Comolli, contestato duramente per una serie di scelte di mercato giudicate fallimentari sia nella sessione estiva sia nelle riparazioni di gennaio. Le accuse principali ruotano attorno a una campagna acquisti non all’altezza, che ha visto svanire obiettivi prioritari e ha lasciato la rosa scoperta in ruoli chiave, scatenando il malumore della piazza e degli addetti ai lavori. Dal mancato centravanti di peso a gennaio richiesto da Luciano Spalletti passando per Lois Openda, simbolo tra gli acquisti flop.

Giletti critica l’operato di Comolli

Calciomercato Juve
Calciomercato Juve: Comolli ha già pronto un acquisto

A dare voce al dissenso del popolo bianconero è intervenuto Massimo Giletti, noto conduttore e dichiaratissimo tifoso della Vecchia Signora, che ha espresso un giudizio a dir poco severo sull’attuale manager in un’intervista a TuttoSport: «Non ritengo che Comolli sia al livello dei grandi dirigenti che hanno fatto la storia di questo club. Pur disponendo di un’ampia libertà di manovra, ha una responsabilità pesante: dopo tre lustri di presenze fisse, la Juventus è rimasta fuori dalla massima competizione europea. La campagna acquisti della scorsa estate è stata completamente sbagliata, e a inizio anno non è stato garantito a Spalletti il centravanti che aveva espressamente richiesto. Per non parlare della gestione approssimativa di profili che erano ampiamente alla portata, come Alisson o Robertson. C’è chi attribuisce l’arrivo a suo tempo di Marotta a una felice intuizione di John Elkann; se sia vero o meno non saprei, ma è innegabile che il declino sia cominciato proprio con il suo addio».

Giletti suggerisce un possibile nuovo Ad Juve

Di fronte a una simile crisi di risultati e di programmazione, sorge spontaneo domandarsi quali possano essere le figure adatte a raccogliere un’eredità così complessa e a rifondare l’area sportiva della società torinese. Giletti non si è nascosto e ha tracciato l’identikit dei sostituti ideali per la poltrona di amministratore delegato: «Se devo fare dei nomi concreti, dico subito che avrei puntato su profili come Sartori o Giovanni Carnevali. Parliamo di professionisti che possiedono una profonda conoscenza delle dinamiche del calcio italiano, dirigenti capaci di fare scouting vero, abili nello scovare talenti emergenti e nel valorizzare un determinato tipo di calciatori».

L’attenuante del periodo di adattamento o di un’annata di transizione, spesso concessa ai dirigenti al loro primo impatto con una nuova realtà, non trova spazio nel pensiero del giornalista, che liquida con fermezza l’ipotesi che quella appena conclusa sia stata semplicemente una stagione di tirocinio per l’attuale Ad: «Assolutamente no, il concetto di apprendistato non può esistere quando si lavora per la Juventus. Chi indossa o rappresenta questi colori ha il dovere di dimostrarsi immediatamente all’altezza del blasone e della storia del club, senza alcuna eccezione».