Il verdetto della Continassa è ormai tracciato, ma le polemiche attorno alla guida tecnica della Juventus non accennano a placarsi. Nonostante il clamoroso verdetto del campo, che ha visto i bianconeri scivolare fuori dalle prime quattro posizioni e mancare la qualificazione alla prossima UEFA Champions League, la proprietà guidata da John Elkann ha scelto la via della stabilità, confermando Luciano Spalletti sulla panchina fino al 2028. Una scelta in totale controtendenza rispetto al passato recente e a quel che è accaduto altrove: basti pensare a Massimiliano Allegri, sollevato dall’incarico al Milan dopo il fallimento Champions, anche se le premesse e le modalità con cui è stato mancato l’obiettivo sono state differenti.
Una decisione, quella di confermare Spalletti, che è stata duramente e pubblicamente criticata per esempio da Giuseppe Cruciani. Intervenuto senza peli sulla lingua nel corso del podcast Numero1, il noto giornalista e conduttore radiofonico ha analizzato il momento dell’allenatore bianconero, sostenendo che Spalletti avrebbe dovuto compiere un passo indietro spontaneo.
Dimissioni Spalletti: Cruciani contro il tecnico Juve
Secondo Cruciani, la conferma di Spalletti rappresenta un’anomalia rispetto alla gravità del verdetto sportivo. Il giornalista ha messo in fila gli ultimi passaggi a vuoto del tecnico, definendoli insindacabili: “Allora, la questione Spalletti. È veramente un caso strano, secondo me si doveva dimettere. Infatti io dico solo questo: Spalletti ha fallito le ultime due esperienze che ha avuto. L’avventura in Nazionale è stata un disastro a livelli fantasmagorici e questo lo ha ammesso persino lui. Poi, da ottobre in poi, ha avuto la possibilità e il dovere di riportare la Juventus in Champions League, ma non ci è riuscito”.
Il nocciolo della critica di Cruciani si sposta poi sul valore effettivo del traguardo mancato, istituendo un paragone immediato con i suoi predecessori sulla panchina della Juventus per sottolineare l’entità del passo falso: “Ci erano riusciti Allegri e ci era riuscito pure Tudor. Persino Tudor ha traghettato la Juventus nell’Europa che conta, disponendo di una squadra che non era certamente superiore a quella che Spalletti ha tra le mani adesso, su questo non c’è alcun dubbio. Ragazzi, ha fallito. E la cosa grave è che lo ha fatto dicendo poi ai suoi calciatori che sono, sostanzialmente, elementi privi di una grande personalità”.
Parole destinate a dividere il popolo bianconero: c’è chi è d’accordo, ma anche e soprattutto chi – Verona e Fiorentina a parte – vede solo meriti per l’allenatore subentrato a campionato in corso risollevando una squadra in enorme difficoltà e portandola quasi altaguardo. Pochi dubbi comunque per quanto riguarda la società: ha scelto di fare quadrato attorno all’allenatore toscano per evitare l’ennesimo anno zero, così come alla fine è stato confermato anche Darmien Comolli che potrebbe avere poteri ridotti per la prossima stagione ma continuerà a occupare la scrivania dell’amministratore delegato.