L’incubo vissuto contro la Fiorentina all’Allianz Stadium ha lasciato una ferita profonda in casa Juventus, di quelle che fanno vacillare anche le certezze più solide. Nel post-partita dello 0-2 firmato dai viola, l’ambiente bianconero è sprofondato nello sconforto: il 6° posto in classifica e la Champions League ormai quasi matematicamente sfumata sanno di fallimento.
Nella pancia dello stadio, Luciano Spalletti è apparso visibilmente distrutto e assumendosi la totale colpa del crollo emotivo della squadra. In un clima così teso, l’ombra del clamoroso addio ha iniziato a volteggiare sulla Continassa: non solo un possibile esonero, l’ennesimo che emetterebbe la Vecchia Signora, c’è anche chi non esclude un verosimile passo indietro dell’ex Ct con le possibili dimissioni.
Rischio dimissioni Spalletti dopo Juve-Fiorentina?
Subito dopo il fischio finale, la tentazione di dire “tanti saluti e arrivederci” ha sfiorato i pensieri dell’allenatore di Certaldo come rivela La Gazzetta dello Sport di oggi. Lo scivolamento fuori dall’Europa che conta pesa come un macigno sulle sue spalle, generando tormenti e cattivi pensieri. Tuttavia, le ultime indiscrezioni che filtrano dal quartier generale bianconero – riportate appunto dalla rosea – tracciano una rotta ben precisa: le dimissioni non sono la via d’uscita scelta da Spalletti.
A fare la differenza è il legame strettissimo, diretto e profondo che unisce l’ex commissario tecnico azzurro al numero uno di Exor, John Elkann. I contatti non si sono interrotti nemmeno all’indomani del rovescio interno: Elkann e Lucio si sono scambiati diversi messaggi al risveglio dall’incubo viola e continueranno a farlo nelle prossime ore, prima di un vertice faccia a faccia già programmato per tirare le somme della stagione e far partire il progetto biennale.
Retroscena Spalletti: strigliata alla squadra per Torino-Juve
Spalletti ha deciso di non mollare, ma per andare avanti serve una forte ricarica e, soprattutto, una scossa immediata allo spogliatoio. Nel chiuso della Continassa, l’allenatore ha abbandonato i toni protettivi usati davanti ai media per virare su un linguaggio molto più secco, duro e senza sconti.
Riunita la squadra, il tecnico ha analizzato a fondo gli errori commessi contro la Fiorentina, mettendo i giocatori di fronte alle proprie responsabilità. Ha fatto notare le vistose amnesie difensive, la totale assenza di gioco, la mancanza di coraggio e l’atteggiamento completamente sbagliato con cui è stata affrontata una sfida decisiva.
La scossa consegnata al gruppo in vista del caldissimo derby della Mole contro il Torino è stata netta: «Dobbiamo vincere per non completare ciò che abbiamo cominciato domenica… ci manca solo che le altre frenano e noi non prendiamo i tre punti…». Spalletti si è impegnato in prima persona a trasmettere ai calciatori una determinazione feroce, a partire dagli allenamenti di questi giorni fino alla vigilia della stracittadina. Dunque è carico e non ha intenzione di dimettersi: solo un altro impensabile tonfo del derby potrebbe aprire all’ipotesi di squarci profondi anche da parte sua.
L’obiettivo immediato è l’ultima fatica di campionato contro i granata, dove la squadra dovrà dimostrare una forte reazione mentale. Poi si aprirà il vero capitolo sul futuro. Per spazzare via definitivamente i dubbi e i cattivi pensieri, Spalletti chiederà alla dirigenza e a John Elkann un rinnovato voto di fiducia. Un patto solido e condiviso per ripartire con la consapevolezza di poter dare ancora molto a questa squadra, cancellando le scorie di una frenata brusca che ha fatto saltare i piani, ma che non ha spento la voglia di riscatto dell’allenatore. Ci sarà sicuramente un ridimensionamento negli investimenti, ma non nelle ambizioni: la Juventus il prossimo anno dovrà lottare per lo scudetto.