Il restyling totale della nuova Juventus passa inevitabilmente da una profonda rivoluzione tra i pali. Dopo una sola stagione, l’avventura in bianconero di Michele Di Gregorio sembra essere già giunta ai titoli di coda. Il rendimento nettamente al di sotto delle aspettative offerto dall’ex estremo difensore del Monza ha spinto la dirigenza e il tecnico Luciano Spalletti a compiere una scelta drastica: serve un profilo di caratura internazionale, dotato di immenso carisma ed esperienza ad altissimi livelli, capace di reggere le pressioni di uno stadio esigente come l’Allianz Stadium.
Nelle scorse settimane l’area sportiva aveva accarezzato il sogno di arrivare ad Alisson Becker, ma una volta sfumata la pista che portava al brasiliano del Liverpool, la Juventus ha rotto gli indugi stringendo i tempi per l’obiettivo numero uno. La trattativa per portare a Torino Emiliano Martinez è ormai alle battute conclusive. Sull’approdo in Italia del “Dibu” si è espresso una leggenda assoluta del calcio mondiale e della storia bianconera, Dino Zoff, che in un’intervista esclusiva concessa a Tuttosport ha benedetto senza riserve il nuovo colpo di mercato, analizzando anche le altre possibili mosse del club.
Nuovo portiere Juve, Dino Zoff approva il colpo Martinez

L’imminente arrivo di Martinez costringerà uno tra Di Gregorio e Mattia Perin a fare le valigie per fare spazio all’argentino dell’Aston Villa. Un innesto, quello del portiere campione del Mondo, che dal punto di vista caratteriale si colloca agli antipodi rispetto alla storica tradizione juventina, da sempre legata a profili glaciali, composti ed essenziali. Martinez è l’esatto opposto: provoca gli attaccanti, si lascia andare a balletti e gioca costantemente con la psicologia degli avversari.
Eppure, per lo storico capitano azzurro, le stravaganze contano zero di fronte al valore assoluto del calciatore: «Alla Juve conta il risultato e i giocatori sono liberi di fare quello che vogliono in campo, a patto che diano il proprio contributo alla causa. Non importa se un portiere è eccentrico o schivo: basta che sappia parare come Dio comanda. E l’argentino ha dimostrato di saperlo fare in Premier come in nazionale. Mi esalta».
Il discorso sulla porta si è poi allargato ai profili italiani che stanno trovando la propria consacrazione all’estero, in particolare nella difficile e dispendiosa Premier League inglese. Sollecitato sull’evoluzione e sulle qualità messe in mostra da Guglielmo Vicario con la maglia del Tottenham, nonché alternativa valutata dalla Vecchia Signora per la porta, Zoff ha voluto promuovere a pieni voti l’estremo difensore friulano, pur mantenendo il consueto rispetto per i ruoli dirigenziali: «Ripeto: non voglio sostituirmi a chi si occupa di mercato perché non ho alcuna qualifica per poterlo fare. L’azzurro certamente mi piace: è un portiere completo e credo che l’esperienza in Inghilterra lo abbia fatto crescere tantissimo».