Il verdetto dello Stadium ha il sapore amaro del fallimento stagionale. La pesantissima botta subita nel match casalingo contro la Fiorentina, terminato con un netto e doloroso 0-2, rischia di aver frantumato definitivamente i sogni europei della Juventus. Se una vittoria contro i viola avrebbe spalancato le porte verso un pass Champions ormai quasi certo, questo clamoroso tonfo costringe i bianconeri a guardare in faccia la realtà: il prossimo anno, con ogni probabilità, sarà soltanto Europa League.
Un verdetto sportivo che ha scatenato la furia dei social e che impone profonde riflessioni ai vertici societari, aprendo un gigantesco punto di domanda sul futuro della panchina di Luciano Spalletti.
Disastro Juve: tonfo Spalletti sul più bello
L’amarezza in casa bianconera è legata soprattutto a un cammino che si è inceppato sul più bello. Arrivato a fine ottobre con la squadra al settimo posto e a sei lunghezze dalla vetta, Spalletti sembrava aver dato un’identità e una nuova linfa alla squadra. Dopo sette mesi di lavoro, invece, i numeri dicono altro: la Juventus si ritrova sesta in classifica, con la vetta distante ben 18 punti e l’obiettivo minimo sfumato davanti al proprio pubblico.
Una Juventus a due facce, a tratti bella e a tratti completamente sballata, che ha pagato a caro prezzo i passaggi a vuoto contro il Verona e, infine, lo scontro diretto contro la Fiorentina. Un piazzamento che rischia di macchiare quanto di buono era stato costruito e che non può essere digerito facilmente dalla piazza.
Futuro Spalletti: cosa potrebbe accadere in casa Juve
Nonostante la delusione sia enorme, il tecnico di Certaldo non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. Spalletti è legato alla Vecchia Signora da un contratto fino al giugno del 2028 ed è intenzionato a far valere il proprio lavoro, pur assumendosi la totale responsabilità del momento: «Se non riusciamo a reagire dal punto di vista mentale, il primo responsabile sono io. Evidentemente devo tornare a studiare di più, devo mettermi in discussione io», ha confessato l’allenatore, provando a fare da scudo alla squadra e chiedendo all’ambiente di abbassare i toni bellici attorno alle singole partite.
A far discutere i tifosi, mandando letteralmente in tilt i social, è stata però la sua difesa del piazzamento attuale: «Il giudizio che do alla Juventus è positivo. Da quando ci sono io è andata così, siamo comunque in Europa League, non era scontato esserci… e non è ancora finita». Parole che una parte della tifoseria ha interpretato come un ridimensionamento non accettabile per la storia del club.
Esonero Spalletti dopo Torino-Juventus? Cosa filtra
Ma cosa filtra davvero sul fronte esonero Spalletti? Nonostante la delusione per la mancata svolta, la linea della continuità sembra essere ancora quella predominante. Il rapporto tra Spalletti e l’ingegnere John Elkann è solido, costruito su una profonda stima reciproca e su un’empatia che va oltre il singolo risultato negativo. Solo una settimana fa la proprietà si diceva convinta di voler ripartire da basi solide e dall’esperienza del tecnico toscano per il prossimo biennio, escludendo l’idea di una nuova rivoluzione tecnica.
Tuttavia, l’assenza dei ricavi della Champions League rappresenta un danno economico pesantissimo che potrebbe costringere la dirigenza a valutare ogni scenario a fine stagione. Elkann, assente allo stadio perché impegnato all’estero, rientrerà in settimana e in quell’occasione è già stato programmato un colloquio diretto con Spalletti. Il tecnico presenterà la relazione sul suo lavoro e si confronterà con il numero uno della Continassa.
L’esonero immediato non è nei piani come riporta La Gazzetta dello Sport, ma l’analisi delle colpe di questo disastro sarà severa e interna alle mura di Torino. La panchina di Spalletti non è ancora saltata, ma la fiducia della proprietà non potrà più essere a fondo perduto. A oggi è ancora in piedi nonostante tutto, ma occhio all’ultima giornata: non è certo che un’altra frenata o addirittura tonfo nel derby gli verrebbe perdonato.