L’ordine di John Elkann, arrivato dritto alla Continassa dopo le liti e le forti tensioni degli ultimi giorni, è stato perentorio: trovare immediatamente un punto d’incontro per il bene della Juventus. Un obbligo di coesistenza che riguarda ogni aspetto del club, mercato compreso. Il terreno di scontro più evidente tra le diverse visioni della dirigenza è rappresentato dal caso emblematico di Douglas Luiz.
Il centrocampista brasiliano è reduce da un “doppio affitto” in Premier League, avendo vissuto l’ultima stagione diviso a metà tra il Nottingham Forest e l’Aston Villa. Proprio con il club di Birmingham, da cui la Juventus lo aveva acquistato per un’operazione complessiva da 50 milioni di euro dopo la straordinaria annata 2023-24 (53 presenze, 10 gol e 10 assist), il classe ’98 ha recentemente conquistato l’Europa League in prestito. Tuttavia, l’Aston Villa non sembra intenzionato a investire i 25 milioni pattuiti a gennaio per il riscatto, rispedendo il calciatore a Torino.
Calciomercato Juve: Douglas Luiz divide in bianconero
Se per le casse societarie il rientro del brasiliano è una grana, per Luciano Spalletti può trasformarsi in un colpo di scena inaspettato. Con la mancata qualificazione in Champions League a causa dei passi falsi contro Verona e Fiorentina — che hanno condannato la squadra al sesto posto — e il conseguente calo degli introiti (stimato intorno ai 55-60 milioni), corteggiare i grandi campioni europei è diventato proibitivo. Sfumato l’obiettivo Bernardo Silva, promesso all’Atletico Madrid, l’allenatore toscano ha scelto di applicare una logica precisa: rivalutare le risorse forti già di proprietà del club.
Spalletti è convinto che il vero volto di Douglas Luiz non sia quello opaco e tormentato dagli infortuni visto nel 2024-25 sotto le gestioni di Thiago Motta e Igor Tudor (appena 27 presenze e zero gol). Il tecnico vuole studiarlo dal vivo nei primi allenamenti estivi. L’idea tattica è intrigante: ridipingere il brasiliano come l’architetto della trequarti o davanti alla difesa, affidandogli le chiavi di un gioco più palleggiato e di dominio. In sintesi, plasmare una versione verdeoro dei suoi storici e vincenti registi del passato, come David Pizarro ai tempi di Udinese e Roma o Stanislav Lobotka nel Napoli dello scudetto. Prima di cederlo, Spalletti vuole togliersi lo sfizio di testarlo sul campo.
Cessioni Juventus: perché Comolli vuole vendere Douglas Luiz
Questo slancio tecnico si scontra però con il pragmatismo economico di Damien Comolli. L’amministratore delegato francese deve districarsi tra i paletti del bilancio e le rigide normative UEFA. Con l’eccezione del gioiello Kenan Yildiz, blindato da Elkann fino al 2030, per il manager transalpino tutti gli altri elementi in rosa sono considerati cedibili di fronte all’offerta giusta.
L’ex presidente del Tolosa valuta Douglas Luiz come un costoso lascito della precedente gestione di Cristiano Giuntoli. Consapevole che nessuno offrirà cifre astronomiche, il piano di Comolli resta quello di fare cassa vendendo il centrocampista al miglior offerente entro l’inizio del ritiro di luglio, scongiurando il rischio di registrare una minusvalenza.
Due visioni opposte, una puramente tecnica e l’altra strettamente finanziaria. In questo delicato scenario di convivenza forzata, un ruolo chiave per trovare l’equilibrio spetterà a Giorgio Chiellini. Sarà proprio l’ex capitano a dover fare da paciere e mediare tra l’immaginazione sul campo di Spalletti e il rigore economico di Comolli, nel tentativo di trasformare un potenziale problema in una risorsa per il futuro della Juventus.