Il cantiere del mercato della Juventus inizia a delineare i propri contorni strutturali in vista del raduno estivo. La rivoluzione tecnica avviata alla Continassa trova una sua prima e chiarissima rappresentazione grafica sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Sotto la dicitura “Così il bosniaco nella Juve? 4-2-3-1”, il quotidiano rosa anticipa l’undici titolare che i vertici societari stanno progressivamente assemblando per soddisfare i dettami tattici del nuovo corso. E il riferimento al bosniaco è a un prossimo acquisto della Juventus: Tarik Muharemovic. Sarebbe il 2° acquisto juventino di questa sessione dopo di Jeff Ekhator ma il primo effettivo per l’undici bianconero, considerando che l’ex Genoa è un giovane da gestire o in rosa senza pressioni o attraverso magari un prestito dove possa continuare a farsi le ossa.
Muharemovic andrebbe a ridisegnare radicalmente le gerarchie difensive. Il centrale bosniaco viene proiettato direttamente al centro della difesa a quattro accanto a Gleison Bremer, formando una coppia di grandissima fisicità e freschezza atletica. Un inserimento di spessore che certifica la volontà della dirigenza di puntare su una linea verde futuribile ed europea, completata sulle corsie esterne dalle certezze Pierre Kalulu a destra e Andrea Cambiaso sulla corsia mancina.
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I pali della nuova Juventus restano al centro di un ballottaggio internazionale che la grafica sintetizza in modo perfetto. In pole position per raccogliere la pesante eredità dei vecchi titolari c’è Guglielmo Vicario, individuato come il profilo ideale per l’Italia e per affidabilità. Sullo sfondo, segnalato tra parentesi, resiste il forte fascino legato a Emiliano Martinez dell’Aston Villa, un’opzione di caratura mondiale che la Juventus tiene calda nel caso in cui i dialoghi con il Tottenham dovessero subire rallentamenti economici.
Davanti alla difesa, il modulo 4-2-3-1 prevede una diga di centrocampo equilibrata ma estremamente dinamica. Manuel Locatelli si riprende le chiavi del centrocampo in veste di costruttore di gioco arretrato, agendo al fianco di Khéphren Thuram a oggi ancora a Torino. Poi chissà. Nonostante le voci di mercato che circondano il centrocampista francese, infatti, la proiezione tattica della Gazzetta lo vede ancora perfettamente inserito al centro del rettangolo verde, pronto a garantire strappi fisici e inserimenti continui tra le linee avversarie.
La vera e propria rivoluzione si sviluppa però negli ultimi trenta metri di campo, dove la fantasia e la qualità tecnica la fanno da padrone. Alle spalle dell’unica punta agirà una batteria di trequartisti di assoluto spessore internazionale. Sulla fascia destra agirà la vivacità del confermato Francisco Conceição, mentre la zona centrale sarà presidiata dall’estro e dal talento purissimo del numero dieci Kenan Yildiz. A completare il trio di incursori a sorpresa c’è Weston McKennie, posizionato sulla corsia opposta per garantire equilibrio tattico e inserimenti aerei in area di rigore.
Il vero e proprio fiore all’occhiello di questa nuova disposizione tattica è rappresentato dal terzo, pesantissimo tassello evidenziato in grafica come obiettivo di mercato concreto: Randal Kolo Muani. La punta francese, al centro di fitti dialoghi con il Paris Saint-Germain per un trasferimento a Torino, viene indicata come il terminale offensivo di riferimento di questa Juventus. Con la sua velocità, la capacità di legare il gioco e la freddezza sottoporta, Kolo Muani si candida a essere l’uomo perfetto per finalizzare il gioco corale richiesto dallo staff tecnico, completando un undici moderno, europeo e profondamente rinnovato.