L’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli sembra essere arrivata a una sola puntata dai titoli di coda. Nonostante gli sforzi del presidente Aurelio De Laurentiis, che nell’ultima sessione di mercato aveva regalato al tecnico colpi pirotecnici del calibro di Kevin De Bruyne per blindare il progetto, i segnali di rottura sono ormai evidenti. Lo stesso Conte ha rievocato i fantasmi dell’addio parlando apertamente della volontà di lasciare una “base solida” a fine ciclo per infastidire le milanesi e la Juventus.
La metodologia del tecnico salentino, vincente ma notoriamente logorante e stressante, sembra aver consumato il rapporto con la squadra ai minimi termini nel corso del biennio. Con il Napoli che si sta già muovendo concretamente alla ricerca del sostituto (con Maurizio Sarri in pole position davanti a Massimiliano Allegri e Fabio Grosso), a Torino si è accesa immediatamente una suggestione clamorosa.
Conte può tornare alla Juventus?
Il tempismo di questa rottura non è affatto casuale. Il disastroso ko casalingo della Juventus contro la Fiorentina (0-2) ha certificato il fallimento stagionale del club, ormai quasi matematicamente fuori dalla prossima Champions League e condannato a un ridimensionamento in Europa League. Un tonfo che ha messo sul banco degli imputati la gestione di Luciano Spalletti e l’intero operato dell’ad Damien Comolli, spingendo la tifoseria juventina alla rivolta virtuale.
Sui social e nelle discussioni tra i sostenitori della Vecchia Signora è partito un vero e proprio plebiscito: i tifosi (molti quanto meno) sognano il ritorno di Antonio Conte. Dopo anni di passaggi a vuoto, continui ribaltoni in panchina e progetti tecnici mai decollati, il tecnico leccese viene individuato dalla piazza come l’unico vero “sergente di ferro” capace di azzerare le scuse, ricostruire una mentalità vincente dalle macerie e restituire l’orgoglio perduto all’ambiente.
Ritorno Conte alla Juventus: la situazione
I presupposti per un clamoroso colpo di scena ci sono tutti. Conte non ha mai nascosto il suo legame viscerale e indissolubile con i colori bianconeri. Inoltre, l’allenatore ama la Juventus e vive stabilmente a Torino con la propria famiglia: una chiamata da parte dei vertici della Continassa non lo lascerebbe affatto indifferente, rappresentando la chiusura di un cerchio perfetto. C’è poi l’aspetto puramente professionale: Conte è un vincente nato e adora le sfide che prevedono di raccogliere una squadra moralmente distrutta per riportarla sul tetto d’Italia, esattamente come fece nel 2011 inaugurando il ciclo dei nove scudetti consecutivi.
Futuro Conte, cosa frenerebbe un bis alla Juventus
Se il cuore e la piazza spingono per il sì, la realtà dei fatti impone di fare i conti con ostacoli tutt’altro che banali. Il primo limite è rappresentato dallo stesso progetto tecnico della Juventus. Conte è un allenatore estremamente esigente e, se dovesse percepire un ridimensionamento societario mirato all’abbassamento del monte ingaggi e alla rinuncia a investimenti massicci, non accetterebbe mai l’incarico. Per dire sì, avrebbe bisogno di garanzie assolute su un piano ambizioso volto a vincere subito.
L’altro grande scoglio, forse il più complesso, è di natura contrattuale. L’allenatore è legato al Napoli da un accordo valido fino al 30 giugno 2027. De Laurentiis, di fronte alla manifesta volontà del tecnico di interrompere il matrimonio in anticipo, potrebbe anche acconsentire a liberarlo, ma non lo farà certamente gratis o senza condizioni. Lo spettro di un “patto di non concorrenza” è dietro l’angolo: il patron azzurro potrebbe concedergli il via libera inserendo una clausola o una promessa formale di non allenare una rivale italiana — e la Juventus in primis — per l’anno successivo alla separazione. Si tratterebbe di una mossa in perfetto stile De Laurentiis, un vero e proprio déjà vudi quanto già fatto nell’estate post-scudetto con Luciano Spalletti. I tifosi bianconeri continuano a sognare, ma la trattativa per riportare a casa l’idolo di sempre si preannuncia come una partita a scacchi intricatissima.