Luciano Spalletti è rientrato a Torino dopo una breve parentesi di relax nella sua Toscana, utile a ricaricare le batterie e smaltire la forte amarezza per il finale di stagione. Ora, per il tecnico di Certaldo, è il momento di rimettersi subito al lavoro per programmare il futuro della Juventus. Il passaggio chiave di questa delicatissima fase è l’attesissimo summit con i vertici societari: un incontro che vedrà attorno al tavolo il proprietario John Elkann, l’amministratore delegato Damien Comolli e il direttore delle strategie Giorgio Chiellini.
La proprietà ha già tracciato le linee guida generali, basate sulla continuità del progetto e delle persone, auspicando la massima unità d’intenti. Tuttavia, la convivenza professionale tra l’allenatore e l’Ad francese resta un nodo spinoso che agita non poco l’ambiente e la tifoseria bianconera. E bisognerà far necessariamente chiarezza anche da questo punto di vista per remare tutti insieme nella stessa direzione per una Juventus da scudetto.
L’interrogativo sul rapporto tra Spalletti e Comolli
Il vero punto di domanda che pesa sul futuro della Juventus riguarda proprio la coesistenza tra Comolli e Spalletti, caratterizzata finora da visioni divergenti e rapporti decisamente freddi. Il tecnico, come svela La Gazzetta dello Sport, non ha gradito le recenti dichiarazioni del manager transalpino, che ha definito «un fallimento» l’ultima stagione calcistica.
Inoltre, Spalletti ha mal digerito alcune strategie di mercato passate: se gli arrivi invernali di Boga e Holm erano stati da lui approvati, pesa come un macigno il mancato acquisto del centravanti esplicitamente richiesto a gennaio, un’assenza che ha fortemente condizionato l’epilogo del campionato. Per evitare che il sottile equilibrio si rompa, spetterà a John Elkann ascoltare le parti, ridefinire i perimetri d’influenza e fare una sintesi efficace per il bene del club.
Le 4 richieste di Spalletti ad Elkann
Nel corso del colloquio con la proprietà, Spalletti esigerà rassicurazioni precise e avanzerà quattro istanze fondamentali per blindare la propria operatività e dare un nuovo slancio alla programmazione:
- Coinvolgimento totale sul mercato: il tecnico chiederà di partecipare attivamente e in prima persona a tutte le scelte relative alla costruzione della rosa, per evitare che vengano imposti profili non funzionali al suo scacchiere tattico.
- Inserimento di un dirigente di fiducia: per mediare e rafforzare il dialogo con la dirigenza, Spalletti potrebbe spingere per l’ingresso nell’organigramma di una figura affine alla sua visione calcistica, con il nome di Matteo Tognozzi sullo sfondo.
- Potenziamento dello scouting interno: l’allenatore desidera rinforzare la struttura di osservazione del club, attualmente affidata in consulenza a una società esterna che collabora anche con altre realtà calcistiche.
- Limitazione dell’influenza di Darren Burgess: Un punto delicato riguarderà la gestione dello staff. Spalletti chiederà di arginare l’ingerenza sul lavoro dei suoi collaboratori da parte del capo dell’area performance, figura scelta direttamente dall’ad Comolli.
Bisognerà capire quale sarà la posizione della proprietà. La palla passa ora stabilmente nelle mani di Elkann, chiamato a blindare la stabilità della Juventus.