“Io presidente Juve?”, arriva la risposta sincera di Del Piero

Il nome di Alessandro Del Piero evoca istantaneamente un capitolo indelebile e glorioso della storia del calcio mondiale. Numero 10 per antonomasia, l’ex capitano rappresenta l’assoluto simbolo della Juventus, un’icona capace di trascendere le epoche grazie a un legame viscerale con i colori bianconeri, cementato da innumerevoli successi sul campo, trofei sollevati al cielo e una fedeltà dimostrata persino nei momenti più bui. Per milioni di sostenitori della Vecchia Signora, Alex non è semplicemente un ex calciatore, ma l’incarnazione stessa dello stile e dell’orgoglio juventino.

Proprio per questa ragione, l’intero popolo bianconero continua a vederlo come la figura ideale per ricoprire la carica più alta all’interno del club. Ai microfoni di Tuttosport, l’ex capitano ha affrontato l’argomento con la consueta classe ed estrema sincerità. La tifoseria lo vedrebbe come volto bianconero perfetto per rilanciare Madame ai suoi veri livelli dopo stagioni non all’altezza della storia juventina, come l’ultima ad esempio che ha visto la squadra di Luciano Spalletti addirittura in Europa League.

Del Piero presidente Juve per i tifosi? La risposta di Alex

Interrogato sul fatto di essere considerato il presidente dei sogni per milioni di tifosi della Juventus e se il sentire questo enorme affetto rappresenti per lui un peso oppure un motivo di orgoglio, Del Piero ha risposto: “L’affetto e le aspettative che ci sono nei miei confronti, al di là del ruolo, non possono mai essere un peso. Può essere una responsabilità, ma non certamente un peso. Il mio pensiero, anche se nel parlare oggi devo essere imparziale e penso di esserlo, quando mi fermo a guardare il mondo bianconero, è cosparso da tanta emotività. Nel calcio è una cosa rara. Noi abbiamo avuto più abbonati in Serie B che nell’anno precedente in Serie A con nove finalisti mondiali. Ci sono situazioni speciali, in 19 anni unici. Il legame con la famiglia Agnelli ha avuto dei momenti un po’ particolari, ma è sempre stato onesto e franco. Quello che ha fatto la proprietà è qualcosa di incredibile, è l’unica rimasta per così tanti anni e si è sempre chiamata presente nei momenti di difficoltà. Spesso ha guidato questa società verso trionfi incredibilmente belli”.

Poi prosegue così: “Oggi ci sono dei momenti più difficili, e in questo la presenza è sempre stata importante, come quella dei tifosi. La mia posizione è una posizione che deve avere la responsabilità di chi sono, e non intendo il fatto di essere un dipendente Sky o un futuro dirigente, ma uno che deve sapere cosa dire. Quindi… mi spiace non ti do il titolo (ride). Ho grande rispetto per chi lavora alla Juventus oggi, e so benissimo che in base alla posizione in cui sei vedi le cose in maniera diversa. Io ho fatto il calciatore per tanti anni, ho fatto il corso da allenatori e ho modellato il mio pensiero, ho fatto tanti anni a Sky e ho imparato tante cose sulla comunicazione, ho viaggiato e mi sono ritrovato dai voli privati in Champions League ad andare in Australia e volare per otto ore con uno scalo per una partita, facendomi il check-in da solo. In India ho avuto delle esperienze incredibili. Dico che sono, sono sempre stato e rimarrò sempre tifoso della Juventus“.

Quando poi gli è stato chiesto cosa direbbe oggi ai giocatori se avesse l’opportunità di entrare all’interno dello spogliatoio juventino potendo utilizzare solamente tre parole, lo storico capitano si è espresso così: “Me ne vengono solo due: forza Juve. Non mi distaccherei dalla risposta precedente: nel mondo di oggi devo essere responsabile di quello che dico. Non mi avete mai sentito e non mi sentirete mai dire cosa si deve fare. Emotivamente è un momento complicato, penso si debbano vedere le cose positive anche nelle difficoltà. Parlo anche in generale del calcio italiano. Si prende quello che c’è e si migliora. È più difficile dopo aver preso gli schiaffi, ma le sconfitte hanno un’importanza fondamentale, nel calcio come nella vita. Il percorso è molto importante, e le batoste ci sono sempre. Tutti ne abbiamo avute. Ma un esame o una sconfitta non cambia il fatto che il mattino dopo ti svegli e devi continuare il percorso: cercando di migliorare sei hai perso o ti hanno bocciato, cercando una nuova sfida se hai vinto o sei stato promosso”.