Nel processo di rifondazione e valorizzazione della linea verde in casa bianconera, tra i vari nomi che stanno scalando rapidamente le gerarchie all’interno del mondo Next Gen, c’è anche quello di Filippo Pagnucco: esterno sinistro di corsa classe 2006, talento e leadership che rappresenta uno dei profili più futuribili dell’intero settore giovanile della Vecchia Signora.
Scheda tecnica Filippo Pagnucco della Juve Next Gen
- Ruolo: esterno sinistro di centrocampo / terzino sinistro
- Fisico e piede: 1,80 cm, piede mancino (ma usa con disinvoltura anche il destro)
- Scadenza contratto: giugno 2028
- Prezzo del cartellino: circa 1 milione di euro (una valutazione puramente indicativa e destinata a crescere rapidamente con il consolidamento tra i professionisti).
Carriera e storia di Filippo Pagnucco
Pagnucco nasce calcisticamente come un attaccante puro, un numero 10 estroso che amava svariare negli ultimi metri. La svolta tattica della sua carriera porta la firma di Corrado Grabbi, che per primo intuisce le sue straordinarie doti di corsa e gli consiglia di arretrare il proprio raggio d’azione.
Oggi il classe 2006 è un esterno a tutta fascia estremamente versatile: esaltandone la capacità di creare spazi e crossare. Con l’Italia Under 19 di mister Bollini, invece, ha agito stabilmente come terzino bloccato in una difesa a quattro, a dimostrazione di una completezza tattica fuori dal comune per la sua età.
La carriera di Filippo comincia nell’estate del 2014 a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Finita la terza elementare con voti altissimi, mamma Renata decide di fargli un regalo: “Ti va di provare un camp con l’Udinese?”. Al camp Filippo domina, dribbla e segna. Viene subito notato da un osservatore friulano ed entra nel settore giovanile dell’Udinese, dove rimane per cinque stagioni sognando l’idolo di casa, l’ex bomber Totò Di Natale.
Come Filippo Pagnucco è arrivato alla Juventus
Nel 2019 passa al Pordenone. La svolta internazionale arriva a febbraio 2020 durante un torneo Under 14 a Gallipoli: Filippo incanta contro Inter e Lazio, segna 4 reti e viene eletto miglior giocatore della competizione. Sulle tribune c’è Mattia Notari, all’epoca responsabile dello scouting della Juventus, che si annota subito il nome del ragazzo per la sua velocità e l’abilità nell’usare entrambi i piedi. Nonostante il blocco dei campionati dovuto al Covid, a settembre Pagnucco si trasferisce a Torino, iniziando la vita in convitto e la trafila nelle giovanili bianconere.
Dopo aver fatto sfracelli con l’Under 17 di Panzanaro (fondamentale per aiutarlo a superare la nostalgia di casa), lo scorso anno debutta in Primavera collezionando 31 presenze, 5 gol e 6 assist. Paolo Montero gli consegna la fascia di capitano, consacrandolo come leader del gruppo.
Il suo rendimento attira l’attenzione della prima squadra. Durante gli allenamenti alla Continassa agli ordini di Massimiliano Allegri, viene accolto da un abbraccio del capitano Danilo e si ferma più volte a fine seduta con Andrea Cambiaso per rubargli i segreti del mestiere e affinare la tecnica del cross. Fino al momento più alto: la prima convocazione ufficiale con i “grandi” nella trasferta di Lecce, un’emozione vivissima che il ragazzo ricorda ancora oggi come uno stimolo costante.
Oggi Pagnucco è un punto fermo della Juve Next Gen, con cui ha già bagnato l’esordio tra i professionisti sul difficile campo di Ascoli. Il suo legame con il club è viscerale, come da lui stesso raccontato: «Se dovessi spiegare a un ragazzo giovane cos’è la Juve, gli parlerei di rispetto: per il lavoro e per la maglia. Qui te lo insegnano come da nessun’altra parte. Oltre alla grandezza del club e alla cultura della vittoria, sono i sacrifici quotidiani a fare la differenza.»
Legato alla Juventus da un contratto a lungo termine, Filippo sa che il suo futuro passa attraverso il lavoro quotidiano in Serie C. Il sogno nel cassetto resta il debutto ufficiale allo Stadium. E per il primo gol tra i professionisti la dedica è già scritta: sarà tutta per papà Alessandro e mamma Renata, che fin da quel camp dell’oratorio non si sono mai persi un solo minuto della sua corsa verso il grande calcio.