Lo chiamano piano B. Ed è quello che, parlando di attaccanti, in casa Juve potrebbe portare a Olivier Giroud. Sempre che serva una piano B in questo senso. Perché quello principale legato a Erling Braut Haaland è un discorso che sembra esulare dalle dinamiche delle urgenze: è questa la più classica opportunità di mercato, da cogliere ora o forse mai più, sfruttando quella clausola pro-Raiola (e pro top club) che può liberare il baby bomber norvegese per 30 milioni fino al 31 gennaio. La Juve sta provando a prendere Haaland, aspettando di capire se portarlo subito a Torino o se lasciarlo in prestito altrove, magari allo stesso Salisburgo.

E parallelamente ragiona sul fatto che possa realmente servire una quarta punta di ruolo, soprattutto dopo la svolta del tridente pesante. Perché a conti fatti non sono mancati i momenti in cui uno come Mario Mandzukic avrebbe fatto comodo, al netto dei motivi che hanno portato il croato fuori rosa in questa prima parte di stagione. Così nasce anche l’idea Giroud, proposto dal suo entourage anche alla Juve in queste settimane dopo la concessione della carta bianca da parte del Chelsea.

IN STAND BY – In scadenza di contratto e fuori da piani di Frankie Lampard, ecco che Giroud si può liberare praticamente a costo zero già a gennaio. Piace all’Inter, c’è anche lui tra i vice-Lukaku graditi ad Antonio Conte. Ma il suo entourage non ha dimenticato il feeling che lo ha legato nella passata stagione a Maurizio Sarri, tecnico che lo ha confermato prima scelta anche dopo l’arrivo a Londra di Gonzalo Higuain. 

Così nel giro d’Europa per capire quale possa essere la piazza migliore da cui ripartire, c’è stato spazio anche per fare tappa nella Torino bianconera. Con la Juve che non ha ancora detto no né sì, ascoltando le richieste e prendendo tempo. Perché Giroud è qualcosa in più di un semplice piano B. Anche se in casa Juve per l’attacco ora si pensa solo al piano Haaland.