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Moggi contro Dybala – Luciano Moggi contro Paulo Dybala. L’ex dirigente della Juve ha parlato della Joya, così: “Non mi appartengono perchè userei in questo caso un linguaggio da dirigente che non mi compete, ma soprattutto non mi appartengono perchè ritengo il giocatore elemento imprescindibile nell’economia del gioco bianconero, per la sua qualità e per l’imprevedibilità che riesce a dare a tutte le sue giocate”. 

Le mie riserve sono solo sull’uomo che due anni or sono, dopo un campionato non certo esaltante, rifiutò il trasferimento al Tottenham – disse lui – “per amore della maglia bianconera”. Mentre quest’anno, dopo prestazioni a dir poco eccellenti, mette da parte l’amore per la maglia e batte cassa infischiandosi del contratto pluriennale che lo lega alla #Juventus per ancora due anni: e da 7,5 milioni ne chiede 20. Ho avuto da eccepire soltanto su questo comportamento e ho espresso un mio pensiero personale: direi al giocatore di trovarsi una squadra che gli dia lo stipendio che desidera e tanto paghi anche la Juve”.

“Ma nel caso questa ricerca dovesse fallire (molto probabile), allora Dybala dovrebbe tornare a Torino, costretto, obtorto collo, a rispettare il vecchio #contratto di 7,5 milioni. Tanto per far capire al dipendente chi è effettivamente il datore di lavoro. So che ai tifosi queste cose fanno male, ma ognuno nella vita recita la sua parte: il tifoso che va al campo a guardare la partita può criticare e anche manifestare dissenso, se il gioco non gli aggrada. Il dirigente deve invece avere un occhio alla composizione della squadra e l’altro al bilancio di gestione (essendo tra l’altro la Juventus una società quotata in borsa), oltre a cercare di evitare dissapori di spogliatoio che possono fare più danni del coronavirus”.

“Penso, anzi mi auguro, che alla fine le parti possano trovare un accordo, che al momento però non esiste. Per cui ancora una volta ripeto il mio pensiero: se la situazione di stallo dovesse persistere, in questo caso la Juventus farebbe bene a mostrare la posizione di forza del datore di lavoro, che oltretutto sarebbe di esempio per tutti i dipendenti, oltre a essere materia di insegnamento per tutti coloro, tifosi e non sparsi nella nostra penisola, che si ritengono DS in pectore”.

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fonte: ilbianconero.com