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Stefano Agresti ha commentato la sconfitta della Juventus in Supercoppa Italiana nel proprio editoriale su Calciomercato.com

Se la Juve ha preso Sarri per continuare a vincere giocando meglio che in passato, per il momento ha fallito l’obiettivo. Ovviamente la stagione è lunga e molto deve ancora succedere, e sarà soprattutto la Champions a dare una dimensione al lavoro del nuovo tecnico bianconero, ma il confronto con l’ultimo Allegri è quasi impietoso.

A questo punto del campionato, giornata numero 17, la Juve di Allegri aveva sette punti in più rispetto a quella di Sarri: 49 a 42. La lotta per lo scudetto era praticamente decisa, non solo e non tanto per mancanza di avversarie, quanto per la marcia dei bianconeri, insostenibile per chiunque altro.

A inizio gennaio – la sosta era spostata in avanti nel tempo, così come l’assegnazione del primo trofeo della stagione – Allegri aveva anche aggiunto la Supercoppa italiana alla sua personale bacheca, oltre che a quella della Juve: lo aveva fatto battendo il Milan a Gedda grazie a un gol di Cristiano Ronaldo. Sarri quel trofeo lo ha perso, consegnandolo alla Lazio.

Se Allegri (finora) strabatte Sarri per i risultati, non esce sconfitto per la qualità del gioco: Maurizio è stato preso anche perché desse spettacolo, ma per il momento si è visto poco di quanto atteso. E questo nonostante la squadra sia stata decisamente rafforzata rispetto alla scorsa stagione: non ci sono state cessioni di rilievo, in compenso sono arrivati De Ligt, Rabiot, Ramsey e anche Higuain (oltre a Demiral e a Danilo in sostituzione di Cancelo). Un bel gruppo di campioni, molti dei quali con ingaggi principeschi.

Che il tanto vituperato – e contestato – Allegri non fosse poi così male?
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