bonucci-juve-2020
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L’edizione odierna de Il Corriere della Sera, riporta un retroscena sul ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus. Il 4 agosto 2018, scrive il quotidiano, la Digos decide di mettere sotto controllo i cinque numeri di cellulare intestati al difensore in procinto di tornare alla Juve in quanto si temeva che potesse essere oggetto di minacce da parte dei gruppi organizzati bianconeri. Venti intercettazioni ma agli atti dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Chiara Maina ne sono rimaste sei, tutte penalmente irrilevanti.

‘FACCIAMO DUE CHIACCHIERE’ – “​In funzione del rientro alla Juve — annotano ancora i poliziotti — Bonucci si è subito preoccupato di contattare i capi ultrà, al fine di evitare che gli stessi possano organizzare momenti di contestazione diretti alla sua persona”. A fine luglio, Bonucci contatta ​Fabio Trinchero, uno dei leader dei Viking, e finito tra i 29 indagati dell’inchiesta “Last Banner”.

“Mi farebbe piacere quando torno dall’America, fare due chiacchiere per spiegarti come effettivamente sono andate le cose”, scrive Bonucci. La risposta arriva a stretto giro di posta: “Con un confronto si possono aggiustare le cose”. Il 6 agosto, in un’altra telefonata, Bonucci dice “Tutto sotto controllo” a chi gli chiede novità sulla possibile contestazione degli Ultras dopo il suo ritorno dal Milan alla Juve.

Il difensore fa sapere che gli italiani, nello specifico Barzagli, Marchisio e Bernardeschi sono freddi con lui

PROTESTE – Nei mesi successivi il clima in curva Juve è pesantissimo. C’è la protesta del tifo per il caro biglietti e alla fine si scoprirà che i fischi a Bonucci sono solo una scusa. Il difensore però fa sapere che gli italiani, soprattutto Barzagli, Marchisio e Bernardeschi, con lui sono freddi. In un’altra intercettazione del 25 agosto, Bonucci dice di aver parlato con uno in curva:

“Mi ha detto che ‘non è per te, ma ti usano come pretesto per attaccare la società, per il caro biglietti, il caro abbonamenti, striscioni, tutta sta roba’”, gli dicono”. Anche un dirigente intercettato parla delle proteste incrociate in curva: “Ai giocatori non si riesce a spiegare (il perché della protesta, ndr). Fra i giocatori, Giorgio (Chiellini) potrebbe capire, ma agli altri…Uno come Leo (Bonucci), se gli scatta l’ignoranza è capace che ce lo troviamo in uno dei bar loro”. 

fonte: ilbianconero.com