bacio-ronaldo-dybala
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Dybala attaccante vero – Se la gestione di Maurizio Sarri ha portato con sé un accrocchio di nodi che neanche in un corso di vela avanzato, e questo scudetto è parso a tratti scricchiolante e “poco convincente”, c’è però un fattore che ci permette di rivolgere un plauso all’allenatore della Juventus: l’accoppiata Dybala-Ronaldo. 

Dybala attaccante vero

Insieme, con due gare di Serie A ancora da disputare, hanno segnato 41 gol in due; certo, con uno sbilanciamento in favore di CR7 che ne ha fatti 30, ma in compenso la Joya ha piazzato 7 assist (3 in più del fuoriclasse portoghese) e in generale è parso il giocatore più valorizzato dalla gestione sarriana. Soprattutto nella ripresa post Covid, la Juve si è aggrappata ai colpi dei suoi due top player per risolvere partite e coprire magagne tattiche.

DA ESUBERO A PUNTO FERMO – Qualcuno potrà dire che due giocatori così forti sono una fortuna, più che un merito, per chi li allena. Ma se ci concentriamo in particolare su Dybala, balza subito all’occhio il suo salto di qualità. Da attaccante dai colpi magnifici ma non sempre incisivo a dovere, si è trasformato in autentico trascinatore. Soprattutto nell’ultimo anno con Allegri, caratterizzato dall’arrivo di Cristiano Ronaldo, è parso sacrificato: sempre brillante tecnicamente, ma lontano dalla porta. Uno spreco di talento offensivo.

E ricordiamo che Paratici l’estate scorsa lo voleva vendere in Premier League. Invece lui è rimasto, Sarri l’ha preso e l’ha letteralmente affiancato a CR7, affidandogli le chiavi del reparto offensivo. E lui quelle chiavi le usate per aprire, quando non sventrare, le difese avversarie: licenza di uccid… pardon, di inventare, su tutto il fronte d’attacco, combinando a velocità supersonica con Ronaldo e gli altri compagni, facendo lo slalom tra le maglie avversarie, come nell’indimenticabile rete contro l’Inter (tanto per citarne una parecchio emblematica).

IL LEADER – In tutto questo tripudio dybalesco, Ronaldo ha potuto agire nella maniera più efficace e “ottimizzata” possibile. Prendendosi le sue pause, necessarie a 35 anni, agendo non sempre al centro della manovra, ma sapendo quando entrarci, quando prendersi la scena, quando scattare, quando farsi dare il pallone e colpire lo spazio giusto nella retroguardia (e nella rete) avversaria.

E il risultato di una “partnership in crime” dal tasso tecnico così alto col numero 10 argentino è un ruolino di gol che gli permette, a due giornate dal termine del campionato, di insidiare Lewandowski per la Scarpa d’Oro. 

A prescindere da come andrà la corsa a questo titolo individuale, lo scudetto della Juve è passato per le sue reti e quelle di Dybala. Ora c’è da voltare pagina, rimanendo sempre nella stagione 2019-2020: agosto, Champions League, missione continentale per la magica accoppiata. 

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fonte: ilbianconero.com