danilo-juve-2020
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Intervista Danilo – Impegnato in Brasile con la sua nazionale per una tornata di qualificazioni sudamericane ai Mondiali 2022, Danilo si è raccontato a GloboEsporte partendo da un tema particolarmente sotto i riflettori in questo inizio di campionato con la Juventus: il suo ruolo, che gli sta garantendo una netta ripresa delle sue quotazioni in bianconero. 

Ecco le parole di Danilo: “Sono un difensore. Non è un problema la posizione. Sono felice di giocare in un ruolo diverso in questa stagione alla Juve. La cosa più importante nel calcio è l’occupazione dello spazio, fare il movimento giusto al momento giusto. Questo non dipende dalla posizione. Ogni posizione ha ovviamente una sua caratteristica particolare, ma in una linea difensiva che vuole costruire con palla al piede, cambia poco il lato in cui si gioca, è più una questione di spazio occupato”.

Intervista Danilo dal Brasile su Juve e Pirlo

“Al Real non ho giocato tanto e a volte ho fatto anche il terzino sinistro, mentre al City ho giocato in tutte le posizioni della difesa e anche a centrocampo, ma mi definisco un difensore. Per prepararci nei cambi di ruolo sono stati fondamentali i video, soprattutto con un calendario pieno di partite e con poco tempo di preparazione. Un atleta di alto livello deve fare affidamento su questo, sui video e su questo tipo di informazioni per prepararsi al gioco offensivo e difensivo”.

IL PRESENTE – “Pirlo ha avuto l’idea simile a quello che ho fatto al Manchester City (allenato da Pep Guardiola, ndr), nei due anni in cui sono stato lì. È una posizione a cui ero abituato e conoscevo già. Questo ha aiutato l’inserimento di nuove idee nella squadra. Con la comprensione che ho del gioco in generale e le caratteristiche che ho, posso aiutare la squadra nella costruzione dal basso”. 

Mi sento soddisfatto del momento della mia carriera, della mia vita e della maturità alla Juventus. Tutto questo mi spinge, mi dà la possibilità di avere un posto in nazionale, di avere continuità. Certo, le parole contano poco. In nazionale quello che conta sono le partite, se non dimostri di meritartelo, che sei ad un buon livello e che sei in grado di gestire la situazione, ci saranno sempre dei dubbi e altre opzioni. Mi sento di essere in un momento importante della mia carriera e della mia vita. Sono pronto ad accettare questo ruolo”.

IL FUTURO – “Non credo che giocherò a calcio fino a un’età avanzata. Per giocare voglio essere fisicamente al meglio, ad un buon livello mentale. Alla fine, noi calciatori usciamo di casa a 13 anni, non è un dramma e non mi piace quando lo si drammatizza. Però sono tanti anni. Iniziano a parlare di te quando inizi coi professionisti, quando iniziano a parlarne i media, ma prima c’è un grande lavoro, ci sono le basi da costruire”. 

Abbiamo il privilegio di poter vivere giocando a calcio, ma è anche una grande responsabilità, una pressione quotidiana, qualcosa che influenza la tua vita personale e ciò che ti circonda. Arriverà un momento in cui vorrò dedicarmi ad altro, godermi i miei figli, dedicarmi ai miei genitori e ai miei fratelli. Voglio giocare fino a quando sarò al meglio fisicamente, quando mi renderò contro di non esserlo, sarò il primo ad  alzare le mani e ad intraprendere un altro cammino. Non mi pongo obiettivi a lungo termine, i Mondiali del 2022 sono ancora troppo lontani, preferisco gli obiettivi a breve termine, rende tutto più facile e leggero. Certo, il Mondiale è un obiettivo come lo sono i due anni di contratto con la Juventus, che voglio rispettare a pieno”.

PIRLO E LA JUVENTUS – “Nella Juve passo tanto tempo con Nedved, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Ogni tanto ci sediamo, prendiamo un caffè e penso: “Sto parlando con Nedved”. Parliamo molto di calcio ed è importante avere accanto questo tipo di persone. Con Pirlo è stato molto bello, ha ancora un po’ di caratteristiche da calciatore, ma ha già una grande leadership. È importante per un allenatore conquistare il gruppo, non solo in termini di rispetto, ma anche che il gruppo segua le sue idee di calcio. Abbiamo avuto un inizio di lavoro molto promettente. L’altro giorno si è fermato a tirare qualche punizione, io sono stato il primo a sedermi a guardare. Per quello che ha fatto da calciatore bisogna ascoltarlo e guardare, è stato uno dei migliori.”

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fonte: ilbianconero.com