Sarri furioso: “Quando i tifosi dicono questo mi girano i cogl*oni! Sul Napoli…”

Maurizio Sarri parla in conferenza stampa, presentando Juve-Napoli, finale di Coppa Italia.

JUVE-NAPOLI – “Dal punto di vista dell’intensità, la condizione non può cambiare in maniera totale. Momento particolare e sono partite particolari, non c’è altro tipo di soluzione. Diventano automaticamente tutte gare difficilissime, così come lo sarà l’interpretazione fisica e mentale. Dopo questa atipica inattività. Fa parte però dell’anormalità di questo periodo”. 

DAL PUNTO DI VISTA TATTICO – “Ho visto una squadra che ha cercato nella fase iniziale della partita anche di prendere alti gli avversari, e poi si è abbassata e ha cercato di aspettare più basso l’avversario. Non so se poi il risultato e la condizione hanno influito. Vediamo che atteggiamento avranno, quando si chiudono hanno una grande solidità e quando ripartono sono pericolosi. Negli ultimi tempi hanno vinto con l’Inter, la Juventus. Pareggiato col Barcellona. In certe partite sanno esprimersi ad alti livelli”.

DYBALA – “Dybala falso nove per non dare punto di riferimento e aiutare Ronaldo? Non è che con l’altra soluzione diamo punti di riferimento. Le posizioni assegnate sono difensive, in avanti hanno ampia libertà di movimenti e noi non avendo un attaccante di riferimento centrale tipico non possiamo interpretare lo stesso ruolo con giocatori con caratteristiche diverse. Proviamo le due soluzioni e vedremo come partire. Non è detto che se si parte in un modo, si finisce allo stesso modo”.

EMOZIONE – “Primo trofeo in Italia? Allora, mi girano leggermente i coglioni quando sento dire che in Italia non ho vinto niente. Si parla sempre di altissimi livelli, ho fatto 8 promozioni da una categoria all’altra, tutte sul campo senza saltare una categoria. Ti parlo dall’Eccellenza alla D, dalla D alla C2, dalla C2 alla C1. In C1 non ci sono riuscito ma ho fatto i playoff. Una dalla B alla A. E sono andato sul campo in Coppa dei Campioni. Questo è poco, visto da giornalisti abituati a parlare di Champions, ma è un percorso difficile perché andare a prendere promozioni nelle categorie inferiori può sembrare semplice ma è difficilissimo. Contento di averlo fatto, è chiaro che la voglia di andare a vincere trofei più importanti è in tutti noi. Il sentimento prevalente è quello di aiutare i giocatori a vincere un trofeo. Di vincerlo per la società, per i tifosi. Nessun retropensiero su avversari o altre cose. Mi sento pienamente proiettato su di noi in questo momento”.

FINALE – “E’ la finale che avrei voluto? E’ la finale che avrei voluto perché siamo in finale, per il resto non me ne importa niente. Napoli? Non m’interessa nulla, adesso sono concentrato su di noi in maniera totale, spero con la giusta determinazione e cattiveria. E mi sembra di averne”.

RONALDO – “Io penso che Ronaldo ha fatto bene nei primi 30′, poi si è affievolito. Fa parte del momento e di una condizione fisica non ottimale. E’ stato disponibile e generoso, ha fatto grande dispendio di energia anche in fase difensiva. A livello quantitativo fisicamente ha fatto una buona prestazione. Gli manca aspetto qualitativo, ma in questo momento sta mancando a tutti i nostri giocatori, ma penso a tutti i giocatori della Serie A. Il talento è cristallino, non è inficiato dal giocare tre metri dentro o tre metri fuori. La richiesta era di una posizione difensiva diversa, non offensiva”.

DISCORSO – “Cosa dirò ai calciatori? Dirò che abbiamo giocato 7 mesi, poi 3 mesi di lockdown per giocare queste partite. Che è il momento di tirare tutto quello che abbiamo. Non sarà il 100%, ma se abbiamo dentro il 90, dobbiamo tirarlo fuori tutto. Giochiamo tutta la stagione per essere in corsa su tutto. Ci siamo ed è un merito. Ora dobbiamo tirare fuori quel qualcosina in più per andare a prendere più trofei che possiamo”.

SEGNALI – “2 domande? Fammene una per volta, sono anziano, eh… Dove ho lavorato? Noi in questa stagione, oltre a qualche partita che abbiamo sbagliato – ma fa parte del gioco, quando ne fai 60 ci sono 4-5 prestazioni in cui non ti viene niente, e ci sono per quasi tutte le squadre -, il nostro percorso è stato buono. I risultati sono i migliori degli ultimi 50 anni per chi è alla prima stagione alla Juventus. Era dal ’55 che un allenatore esordiente alla Juve non faceva una media punto così. Bisogna essere soddisfatti, poi è chiaro: lavorando in un ambiente in cui la vittoria è un’abitudine è tutto più difficile nell’immaginario collettivo. Però dagli addetti ai lavori ai tifosi, bisogna sempre ricordare che vittoria non è scontata, non è la normalità ed è un evento eccezionale. Siamo qui e ora vogliamo trasformare questo percorso in qualcosa di tangibile, di concreto”.

“Non c’è possibilità di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico, non abbiamo fatto 100 allenamenti collettivi. E poi da qui in avanti non ci sarà più occasione di lavorare visto che le partite sono tutte ravvicinate: dal punto di vista mentale abbiamo passato un periodo facile, difficile. Dipende dalla sensibilità di ognuno quanto difficile. Sono quei periodi inaspettati della vita in cui ti trovi davanti a qualcosa di mostruoso e inatteso. Da questi periodo non ne esci come prima. Hai la possibilità di diventare migliore o anche la brutta possibilità di uscirne peggiori. Ho trovato ragazzi migliori, più aperti, sorridenti, più disposti al dialogo, più disponibili. Ho fatto anch’io un percorso, sono molto più paziente con loro, meno intransigente. Credo sia dovuto al percorso fatto negli ultimi mesi”.

RISCONTRI – “Qualcosa di diverso? Nell’ultima gara fatta prima mezz’ora con aggressività in zone di campo rara. Avevamo l’80% di supremazia territoriale in parità numerica, preso la partita in mano con determinazione e cattiveria che a volte è mancata. Poi la partita è stata condizionata da altri fattori. Una condizione fisica non eccezionale, un risultato che ci garantiva la finale. Una sensazione in campo che gli avversari in inferiorità numerica non ci hanno creato difficoltà. Credo abbia condizionato sulla prestazione. La situazione non ci ha portato a richiedere il 110% al nostro fisico. C’erano tutti i presupposti per andare in finale senza dare tutto. Una partita condizionata in aspetto generale da quello che sapete, nello specifico dalle situazioni contingenti all’eliminazione diretta”.

DA NAPOLI-JUVE – “Da Napoli brutte sensazioni, fatto una brutta partita, perso con errori che con una squadra di palleggiatori come il Napoli non possiamo commettere. Allungati e allargati, senza compattezza e concedendo contropiedi facili. Preso gol da un cross nostro e vuol dire che sotto la linea della palla non eravamo messi nella maniera giusta. A questo tipo di squadre non si può concedere. Se sbagli la pressione, esce bene in palleggio; se sbagli distribuzione, hanno contropiedi rapidi e veloci: si è visto anche con l’Inter. Una serie di piccoli errori che non si possono commettere nella partita di domani”.

HIGUAIN – “Higuain vediamo… penso di no, fino a ieri ha fatto lavoro completamente differenziato. Aspettiamo i verdetti ma non penso ci siano novità. Abbiamo avuto Ramsey per 20′ coi compagni, ma ieri era il primo giorno. Vediamo se c’è disponibilità, dipenderà dalla discussione di stasera col ragazzo e con i medici”.

MERTENS – “Grande giocatore, chiaro che sarebbe arrivato a questo obiettivo. Prima aveva Hamsik, due giocatori entrati di diritto nella storia del Napoli. Mertens ha avuto la capacità di trasformarsi in qualcosa di diverso rispetto a prima ed è esploso diversamente”. 

GATTUSO – “Rino è una persona che mi piace molto, è schietto e solitamente parla bello diretto. Viste le mie caratteristiche mentali, mi piace parecchio. Non sono sorpreso, secondo me aveva fatto bene anche al Milan”.

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fonte: ilbianconero.com

Leonardo Costa
Leonardo Costahttps://www.calcioj.com
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli studi di Torino. Dopo varie esperienze lavorative nell'ambito giornalistico, mi sono specializzato in quello sportivo e in particolare con il portale Calcioj.com. Da sempre pratico sport con una passione particolare per il calcio e la bici. Occhio sempre vigile sull'evoluzione dell'informazione.

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