buffon-intervista-juve
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Gigi Buffon e il cantante Bugo rispondono direttamente dalle loro abitazioni alle domande dei tifosi. Fa parte del nuovo format inventato da JTV per questi giorni di quarantena: ‘A casa con la Juve’, e in questo caso con una leggenda sportiva e un musicista di tutto rispetto, ancora sulla cresta dell’onda dopo quanto accaduto a Sanremo. Qui, tutte le dichiarazioni di Buffon riportate da ilbianconero.com:

LE GIORNATE – “Nei momenti di difficoltà mondiali, io prospero, do il meglio di me stesso. Il mio grado d’incoscienza, per certi aspetti positiva perché mi fa bene vivere nelle situazioni difficili, non mi fa star male. L’essere umano si abitua alle situazioni nuove. Primi giorni devi prendere le misure, una routine nuova, ho trovato i miei spazi e ci sto bene”.

CUCINA – “Mi diletto e me la cavo, il meno possibile ma quando c’è l’esigenza Gigione si mette ai fornelli e inizia a spadellare come fa solo lui. La ricetta? Solo quella: penne al sugo e tonno. Da Parma ’95, sono 25 anni che la perfeziono. La difficoltà è assemblare gli ingredienti, creare quell’aroma in modo che possa sprigionare il meglio del loro sapore. La cucina si basa sulla fantasia, come molte cose della vita”.

RITORNO ALLA JUVE – “Com’è stato? E’ stato naturale, nel senso che alla fine ho fatto un anno bellissimo a Parigi e devo dire che mi ci voleva per disintossicarmi. Ma i contatti con il mondo Juve, col presidente, Paratici, i compagni, ci sono sempre stati. Ho fatto una stagione all’estero ma non recidendo mai questo cordone ombelicale. Se volete però una rivelazione interessante, non volevo fare la parte del leccaculo, perché non lo sono, vi dico che da tifoso il mio excursus è singolare: d’inverno andavo a Udine dai miei cugini, loro juventini matti. Io dai 4 ai 7 anni sono stato juventino alla follia. Ma mi ero innamorato di Trapattoni, fischiava e quelle cose lì… ero tifoso Juve, ma Trapattoni era andato all’Inter. Per un attimo ho tentennato, per un attimo ho simpatizzato per l’Inter. Sono ritornato e ho iniziato a seguire il calcio di provincia: Pescara, Campobasso, Como, Avellino. E poi dai 12 il Genoa mi ha trascinato nella vita da tifoso. Ti fa capire quanto è importante, al di là delle società, le figure in cui t’imbatti da piccolo. Trapattoni fu quello che mi colpì tanto”.

PREFERIRESTI – “Preferiresti… Mani Szczesny o riflessi Pinsoglio? Dipende cosa voglio fare di lavoro. Se voglio fare il portiere, le manoni di Szczesny rassicurano tanto
Preferiresti… Destro di Chiellini o destro Bonucci? Tantissime cose del Chiello, ma il destro di Bonucci. Il destro di Bonucci, dai!
Preferiresti… Superman o Batman? Una vita da Superman e non mi sono trovato male. Non sono curioso delle vite altrui, rimango su Superman”.

UNA CANZONE – ‘Cosa canto? Sono un nostalgico, del ’78… inizio ad averne 42, vai a ritroso, quasi sempre per trovare qualcosa che mi emozioni. Così per la musica. Sono affezionato a Mina, Celentano, Patti Pravo, Zucchero, Ligabue, Antonacci, Eros Ramazzotti, Vasco… quelle vecchie speciali mi piacciono cantarle, mi ricordano i giorni della mia giovinezza. Faccio anche veloce. Cosa canto? In un momento simile per trasmettere un po’ di felicità e di ottimismo credo che il titolo più adatto è ‘Pensiero stupendo’. Un po’ ambigua, ma ci interessa il titolo e il messaggio”. 

DUBBI – “Mai pensato di fare altro, assolutamente no. La mia propensione e l’amore verso il calcio soffocava tutte le altre attività sportive, è stato preponderante il trasporto. L’altro giorno facevo una riflessione semplice, banale ma veritiera, parlavo con una persona e mi chiedeva se continuo: due anni fa avevo smesso di giocare e poi avevo continuato, sai perché non sto smettendo? Sto bene e mi sento bene, ma anche per rispetto dei sogni che avevo da Gigi bimbo. Quel bambino devo rispettarlo. Se mi avessero detto che sarei diventato un portiere, anche di Serie C, mi sarei emozionato e avrei pianto dalla gioia. Sono stato quello che sono stato, ora devo avere rispetto di quel bimbo, in quegli anni arrivavano i pensieri più puri e dobbiamo rispettare quelle cose lì”.

RESTIAMO A CASA – “Rispetto ad altri son facilitato, anche per la situazione economica. Se non lavoro, vado avanti in maniera agiata. Poi ho una casa con un giardino, tutto fa sì che a casa non stai così male. Chi vive in città, in un appartamento si fa più complicato. Ma lo scopo e il rispetto nei confronti degli altri è talmente grande che bisogna seguire tutte le direttive che arrivano. Da questa situazione, da quelle più complicate, arrivano delle chiavi di lettura molto belle. Ci sta unendo come popolo, questo. Ho aperto la finestra e anche a Torino ho respirato un’aria bellissima, finalmente. E’ bello vivere in una dimensione diversa, siamo abituati a non pensare e a bruciare tempo dietro a lavoro, interessi. Avere tanto tempo non è qualcosa a cui siamo abituati, se ci si suddivide bene la giornata ne esce cresciuto”.

ADRENALINA – “Il fuoco dentro? Mi dai l’occasione di entrare in un altro tema. L’adrenalina è quell’energia, l’insensatezza, che ti fa fare cose a cui non pensi e che non dovresti fare. Come in Juve-Inter, fa gol Dybala e il voler essere protagonista e convididere, sei lì che ti abbracci e ti esponi a dei rischi. Non ci pensi, però. Non c’è niente di più bello di vivere determinate emozioni, anche a costo di pagar dazio”.

CONSIGLIO – “I film? Il mio preferito, l’ho rivisto in questi giorni: ‘Le ali della libertà’. Poi il libro, stavo leggendo ‘Intervista col potere’. E poi serie… non sono tanto per le serie, ma seguo Peppa Pig con mio figlio. Ogni tanto mi trovo a fare il verso per la casa”.

MAI DETTO – ‘Te l’ho detto prima, il mio excursus da tifoso. Ho iniziato sfegatato Juve, poi tentennamento. Quello non l’avevo mai detto”.

IL SALUTO – “Un abbraccio a tutti, a tutte le persone della Juve. Grande Bugo, mi siete piaciuti ancora”

fonte: ilbianconero.com