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L’emergenza coronavirus ha ormai colpito tutta l’Europa. L’ex difensore della Juventus Massimo Carrera osserva la situazione italiana dalla Grecia, dove allena l’AEK Atene. Anche la ci sono stati circa un centinaio di casi, ieri si è registrata la prima vittima: “So che oggi c’è una riunione della Federazione, di sicuro domenica non giochiamo. Domani sapremo per quanto starà fermo il campionato. Per ora abbiamo sempre giocato senza limitazioni”, racconta.

Come vede la situazione italiana da lontano?
“Sicuramente c’è preoccupazione che anche qua si possa arrivare alla stessa situazione italiana o di altri paesi. Per il resto ho mia figlia a Milano, le mie sorelle a Sesto San Giovanni, mio suocero ad Alessandria, tanti amici a Bergamo. Sono un po’ preoccupato ma stanno tutti bene in questo momento. Bisogna restare in casa per il tempo necessario a debellare questo virus”.

Si è discusso molto sulle decisioni tardive della Uefa riguardo allo stop delle competizioni…
“Credo che quello che hanno scelto di fare lo abbiano fatto in ritardo, dovevano pensarci senza dubbio prima. Non ha senso vedere partite di Champions League a porte chiuse con fuori assembramenti di migliaia di tifosi che fanno festa. Quello non ha senso. Magari qualcuno ha sottovalutato la situazione pensando fosse solo un problema italiano e che non potesse toccare anche ad altri”.

Che futuro vede per la stagione calcistica?
“Prima di tutto c’è da capire quando si potrà tornare a giocare regolarmente senza pericoli, quella è la cosa principale. E poi c’è l’Europeo, credo si debba spostare per forza. Se i club non giocano come fanno a farlo le Nazionali? Ci sono ancora i play-off da terminare. Se si sposta l’Europeo una possibilità è quella di fare le vacanze adesso invece di farle tra maggio e giugno e poi terminare la stagione più avanti spostando le partite”.

Come valuta la possibilità di terminare la stagione con i play-off?
“Noi qua in Grecia abbiamo finito il campionato due domenica fa. Adesso iniziano i play-off tra le prime sei e i play-out tra le ultime otto. Ogni squadra riparte dal punteggio fatto in regular season. Per i play-off giocano 10 partite tra andata e ritorno (14 nei play-out ndr) e si riparte dagli stessi punti in modo che chi è davanti riparte con il suo vantaggio. Più che play-off e play-out classici sono due nuovi mini campionati nei quali ognuno riparte dai punti che ha già conquistato. L’Olympiacos ne ha 66, il PAOK da 59, noi da 51 e così via”.

Si potrebbe applicare anche all’Italia…
“Potrebbe essere un’idea. I play-off classici rischiano di non essere corretti quando, per esempio, la prima ha molti punti di vantaggio sulla sesta e lo stesso vale per la zona retrocessione. Fare i play-off così non ha senso. Se ci fosse tempo di fare queste dieci partite si potrebbero fare, bisogna capire il tempo che c’è”.

Come ha visto l’ultima Juve contro l’Inter?
“Credo abbia fatto una buona partita, ha sofferto quando doveva e ha vinto bene. Hanno dato il segnale che fino alla fine saranno loro la squadra da battere”.

Sarri l’ha convinta?
“Penso che stia facendo un gran lavoro. È primo, è dentro a tutti i tornei. Più di così che doveva fare?”

fonte: ilbianconero.com