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Maurizio Sarri parla in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Milan. Una vigilia complicata dalla sconfitta sul campo del Verona. I bianconeri si giocano tutto in un mese: Coppa Italia, Champions e campionato con lo scontro diretto contro l’Inter in programma all’Allianz Stadium il 1 marzo. Sarri, che lunedì sera ha incontrato a cena Andrea Agnelli e Fabio Paratici. Ecco le sue parole riportate da ilbianconero.com:

“Questa cena si doveva fare dopo la Fiorentina poi io ho fatto tardi a Coverciano e lui aveva altri impegni, lui dice perché mi vuol far conoscere i migliori ristoranti di Torino. Il presidente parla sempre della globalità, non del singolo periodo, era qualcosa di già programmato”

ESAME – “Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle poste, questo è un lavoro così, specialmente alla Juve. E’ la normalità, con un risultato negativo arrivano i giudizi esterni, siamo dove ci aspettavamo di essere, se si parla di linea generale siamo in linea con quelli che erano gli obiettivi iniziali, vediamo da una partita persa che all’esterno ha ripercussioni più ampie di quelle in società”.

MILAN – “Stiamo cercando di metterci un rimedio, stiamo lavorando sui momenti in cui andiamo in vantaggio, il Milan è migliorato molto a livello di risultati, ha perso il derby ma giocare contro la Juve è sempre stimolante per tutti, è una partita complessa”.

AIUTO – “Mi riferivo alla domanda, se mi viene chiesto se i leader ci possono dare una mano, dico che di leader ne abbiamo, spero che qualcuno ci aiuti a venire fuori da questo periodo. Era un inciso in una domanda ben precisa”.

GIOCATORI – “Loro stanno sempre sostegno, i ragazzi si allenano bene, con intensità e applicazioni, a volte di fronte alla prestazione negativa resti sorpreso, quando si parla di problemi mentali si parla di questo, a volte non si fanno prestazioni in linea con gli allenamenti che hanno standard altissimi. La disponibilità a livello di partecipazione durante la settimana è totale. La gestione del vantaggio non è ottimale, ci stiamo lavorando”.

AMBIENTE – “Qui si lavora bene per struttura, organizzazione societaria, per rapporti con i giocatori, è un pubblico diverso da altri pubblici per territorialità, non lo vedi molto a Torino ma in ambiente nazionale, forse internazionale, nel complesso. La catena di comando della Juve è molto snella, è molto facile avere rapporti diretti con tutti”.

DOPPIONI – “Trequartista? Vediamo, abbiamo una rosa ampia, in questo momento meno a causa degli infortuni, ha sempre portato gli allenatori della Juve a usare più di un modulo, siamo pronti anche noi a farlo, come tutte le settimane c’è anche la possibilità di tornare al trequartista”.

PJANIC – “;Mezzala no, è un giocatore dinamico ma senza grandi accelerazioni, per me il meglio lo può dare nel ruolo che sta facendo attualmente, ha sofferto molto di aver fatto peggio qualche partita e fa un po’ di fatica a ritornare ai suoi livelli ma lo metto in un piccolo calo stagionale che succede a tutti i giocatori, tornerà ad essere determinante per noi”.

SUPERCOPPA – “Perse sicurezze da li? Non so, la prima sconfitta con la Lazio arriva da una partita fatta bene per oltri 60 minuti, la Supercoppa poteva togliercele ma abbiamo fatto bene a gennaio anche a livello di prestazioni, non vedo tante connessioni”.

ALLENAMENTO – “Ho visto la stessa squadra, dobbiamo vedere e fare molta attenzione, dobbiamo fare attenzione a non andare troppo sicuri in partita perché abbiamo fatto buoni allenamenti”.

RIPOSO CRISTIANO – “Mi ha detto che in questo momento si sente bene, appena ha sensazione di stanchezza me lo dirà e valuteremo se farlo riposare ma valutiamo di partita in partita”.

MESSI – “Ora mi fai una domanda in cui mi chiedi di parlare con Messi, giocatore di risonanza mondiale, di proprietà del Barcellona se fosse un dirigente o il presidente del Barcellona direi: “Ma che cazzo vuole questo Sarri?”

CHIELLINI – Stamani ha fatto 50 minuti di partita inserito in una nostra rappresentativa giovanile contro una squadra di dilettanti, ha fatto bene, ha bisogno di un altro paio di prove di questo tipo con un paio di livello progressivo degli oppositori”.

RAMSEY – In Inghilterra vanno più a briglia sciolta, in più veniva da un infortunio grave che l’ha tenuto fuori per diversi mesi. La sensazione è che sia in crescita dal punto di vista fisico e che possa inserirsi con facilità dopo i mesi passati nel nostro calcio, è un giocatore da tenere in considerazione”.

FISICO – “Richiami? Abbiamo fatto qualcosa in più perché le settimane erano complete, a livello fisico non c’era grossa differenza con il Verona, non c’era questa grande differenza a livello numeri nella prestazione fisica, la differenza visiva era diversa tra le due squadre, a fine partita abbiamo parlato più di problemi mentali che fisici, i numeri non danno differenze tra le prestazioni fisiche delle due squadre”.

BENTANCUR – “Quando si parla di un errore, bisogna parlare di un errore, a volte nei fai cinque che non costano nulla, altre uno che ti costa un gol. Deve rimanere circoscritto all’azione è chiaro che gli è stato detto, la sensazione era che la partita fosse di facile controllo e forse anche questo ci ha portato a fare quell’errore, bisogna capire come ha vissuto il giocatore la sensazione in campo. A volte errori non costano niente, altre si”.

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