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Conferenza stampa Sarri: ecco quando parla il tecnico della Juventus, in vista della sfida casalinga contro il Sassuolo

CONFERENZA STAMPA SARRI – Finito il turno di gare internazionali tra Champions League ed Europa League, torna finalmente la Serie A. Si avvicina il quattordicesimo turno di Serie A, che vedrà contrapposta la Juventus al Sassuolo di De Zerbi. Gli uomini di Maurizio Sarri cercheranno di mantenere il primato in campionato, a dispetto dell’Inter, distante soltanto un punto dalla vetta occupata dalla squadra bianconera.

Conferenza Sarri Juventus-Sassuolo

Il tecnico bianconero parlerà in conferenza stampa oggi alle 14.00: come sempre CalcioJ.com seguirà l’evento in diretta con aggiornamenti in tempo reale.

“Alex Sandro ieri ha fatto tutto con la squadra, quindi dal punto di vista medico sta bene. Bisogna vedere la condizione fisica, ma è disponibile. Bernardeschi sta bene. In questo momento è un giocatore molto utile alla squadra, soprattutto nel lavoro difensivo. Ha qualità tecniche per cui può incidere di più sulle partite, è quello che gli chiediamo.

Ronaldo e i tre attaccanti? Mal di testa viene a chi ne ha tre scarsi, a noi no. Ronaldo è una risorsa immensa per noi. Dal punto di vista fisico no nso a che punto sia, nell’ultima ha fatto bene anche alla fine, ha rincorso e ci ha dato una mano. Probabilmente deve crescere a livello di brillantezza, ma è normale. L’alternanza davanti è normale, abbiamo la fortuna di avere tre attaccanti mondiali e stanno facendo bene tutti. Hanno potenzialità enormi, ci si aspetta sempre tanto ma stanno facendo bene. Ieri ha lavorato in parte con noi, in parte con un programma personalizzato, ma ho visto i dati e ha fatto un allenamento notevole.

Questi giocatori abituati a segnare hanno sempre l’ansia del gol. Lo trovano sempre con frequenza e si meravigliano se per due partite non arriva. Vale per lui e per tutti quelli che segnano così tanto. E secondo me è anche un bene che un pizzico ce l’abbia, gli dà motivazioni, va benissimo. 

Emre Can? Può essere un’opzione visto che in Europa non gioca per motivi di lista, nelle partite post Europa ci sono le condizioni per cui possa giocare. Come successo a Lecce.​

Ronaldo fuori anche per ragione tecnica? La situazione era chiara fin dall’inizio ed era stata descritta ai giocatori fin dall’inizio, quindi non c’è motivo per un nervosismo dei compagni, esclusi al posto suo. E’ chiaro che Ronaldo è un qualcosa di diverso, è inutile pensare che i giocatori siano tutti uguali, perché non è così. I ragazzi hanno dimostrato che, nel momento in cui accettano la situazione, sono in grado di fare bene perciò se non l’accettassero più sarebbe un problema per la squadra, ma soprattutto per loro che non farebbero più bene.​

Barzagli e De Ligt, c’è un lavoro specifico? E’ chiaro che Barzagli è una risorsa importante, perché se si parla di una fase difensiva individuale può insegnare tantissimo, perché è stato un difensore straordinario individualmente, oltre che nella tattica difensiva. Quindi è chiaro che i nostri difensori al di là del lavoro che si fa sul campo, che è pochissimo giocando ogni tre giorni, se si mettono a sedere 15′ a vedere un filmato con Barzagli possono venir fuori cose interessanti. Oltre a questo c’è il fatto che De Ligt comincia ad abituarsi al nostro modo di giocare e a quello del nostro campionato. Che avesse qualità immense era abbastanza evidente.​

Turnover? Vediamo la situazione complessiva di chi può aver bisogno di riposo. Cuadrado è fresco, Alex Sandro è in recupero, non so sia pronto per i 90′ e poi vediamo i centrali, se c’è uno dei due che è uscito peggio. 

Esperimenti tridente alla Continassa? Noi dall’ultima settimana di agosto fino a settimana prossima abbiamo avuto tre impegni, con 48 ore di scarico post partita e quella successiva da preparare. Quindi non c’è tanto tempo per gli esperimenti. Intendo allenamenti veri, perché in un allenamento blando non vuol dire nulla. Il tridente è problematico, per le caratteristiche dei giocatori. Non abbiamo due esterni e una punta e nemmeno un trequartista e due punte. Non è semplice, ma a volte per esigenza si potrà fare. 

Le valutazioni dipendono da quello che chiedo ai giocatori, quanto velocemente te lo danno e che caratteristiche hanno. Può essere che le valutazioni fatte in un momento siano diverse se le rifai dopo 6 mesi, perché certi giocatori si sono assoggettati a un modo di giocare e altri no. Se le scelte che ho fatto sono andate in una direzione è perché penso che gli altri si siano assoggettati più velocemente. 

Sassuolo? La partita è pericolosissima. Veniamo da una partita di campionato molto difficile, in cui abbiamo speso tante energie mentali e nervose ancor più che fisiche, da una partita di Champions, che come sempre sono dispendiose. Non a caso, dopo la Champions abbiamo giocato contro Lecce e Milan e abbiamo sofferto. Quindi è difficile. Perché il Sassuolo ha un numero nelle espressioni tattiche della partita maggiori rispetto ai punti in classifica: gioca moltissimi palloni, va al tiro spesso anche in trasferta, una media di 15 a partita con 45 palloni in area avversaria di media a gara, in trasferta. Numeri che non corrispondono alla classifica. Allenatore giovane ma forte, l’ho sempre detto. E anche a una domanda in Inghilterra, quando mi chiesero su quale giovane italiano avrei puntato, dissi De Zerbi, perché ha grandi idee. Poi dovrà fare un percorso, è giovanissimo e ha tempo, ma diventerà un grande allenatore.

Pallone d’Oro? Io non lo so chi vincerà questo, chiaramente se lo chiedi a me io penso e spero Ronaldo, se poi non sarà così mi spiace, perché è un giocatore di quel livello e sarà sempre in lotta. Spero che De Ligt possa contendere la vittoria per i giovani e Dybala in futuro sia pretendente serissimo. Anche se a me, i Palloni d’oro, specie se dati dai giornalisti, interessano poco”.​

fonte: ilbianconero.com