ronaldo-quarantena-madeira
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In principio è stato Cristiano Ronaldo. Come spesso accade, il fuoriclasse portoghese anche in questa situazione di emergenza ha anticipato tutti, lasciando l’Italia per tempo e approdando in quello che almeno fino a una decina di giorni fa restava un porto sicuro: la sua Funchal, sull’isola di Madeira.

Subito dopo la partita con l’Inter (domenica 8 marzo), ha approfittato del giorno di riposo (lunedì 9) per tornare a casa portando con sé la sua famiglia e tutto il personale (guardie del corpo, baby sitter), ottenendo un giorno di permesso supplementare (martedì 10) e decidendo infine di restare in Portogallo anche successivamente.

Niente allenamento mercoledì 11, con un breve comunicato della Juventus alle 20.04 che spiegava come CR7 sarebbe rimasto in patria «in attesa di sviluppi legati all’emergenza sanitaria attualmente in corso». Poco dopo proprio quell’allenamento sarebbe rimasto l’ultimo, perché alle 23 è stata poi diffusa la notizia della positività al Covid-19 di Daniele Rugani. Il resto è già diventato storia.

Facendo ancora qualche passo indietro, va ricordato come martedì 3 marzo Dolores Aveiro, la mamma di Ronaldo, fosse stata ricoverata d’urgenza a causa di un ictus ischemico: CR7, dopo essere volato da lei, il giorno dopo si era messo a disposizione della squadra per la partita di Coppa Italia col Milan (intanto rinviata), restando fino al match con l’Inter.

E lui, avendo ricevuto la notizia della positività di Rugani da Madeira, non poteva successivamente che restare là per i quattordici giorni di isolamento (ancora in corso), pur avendo già deciso di non rientrare prima ancora della scoperta del caso riferito al difensore bianconero.

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fonte: corrieredellosport.it