De Ligt in campo con la maglia della Juve
De Ligt esulta Juve

Matthijs de Ligt, difensore della Juventus, ha parlato ai microfoni dei colleghi olandesi del De Telegraaf dopo la gara pareggiata 0-0 dalla sua Olanda a Belfast contro l’Irlanda del Nord che ha garantito agli orange la qualificazione ad Euro 2020, dove anche l’Italia è già qualificata aritmeticamente. Ecco quindi alcune delle parole di Matthijs de Ligt riportate da ilbianconero.com:

“Il rapporto con De Ligt? Torino-Milano è a un’ora di distanza, poco tempo fa abbiamo mangiato un boccone dopo una partita. È bello parlare olandese qualche volta, io e Stefan ci diamo dei consigli e lui mi aiuta, che è una cosa molto bella quando arrivi in un nuovo paese. Io sono appena arrivato, lui è qui da tanto. Non ho giocato troppo bene contro l’Inter anche se abbiamo vinto 2-1. Ma nelle tre partite precedenti era andata bene. Giocare con l’Inter è emozionante, tutti vogliamo vincere il maggior numero possibile di partite”.

RIVALITA’ – “I club sono rivali, non noi. Nell’Olanda abbiamo gli stessi obiettivi, entrambi vogliamo giocare, ma allo stesso tempo ci vogliamo bene e speriamo di fare bene se uno di noi gioca e l’altro no. I media vogliono far litigare tra me e Stefan ma questo non succede”.

NAZIONALE – “Non è la cosa più bella per un giocatore di calcio se puoi rappresentare il tuo paese in un torneo finale e l’intero paese ti sta alle spalle e tifa per te? La Coppa del Mondo 2006 in Germania è stato il primo grande torneo che ho vissuto consapevolmente. Avevo sei anni, quasi sette. L’ultimo torneo in cui ha giocato l’Olanda è stata la Coppa del mondo in Brasile”. 

JUVE – “L’obiettivo è ripartire e costruire da dietro. La stessa filosofia dell’Ajax. Ma in dettaglio si fanno tante cose in modo diverso. Guardo molti video e parlo spesso con Bonucci, Chiellini e Buffon. Hanno tanta conoscenza e da loro imparo tanto. Non tutto funziona allo stesso modo per tutti. Dipende anche dalla situazione di gioco specifica. Esempi? Non credo sia saggio darlo. Meglio non dare vantaggi agli avversari”.

SARRI – “Simile a ten Hag? Nel modo di giocare sì ma mentalmente e fisicamente c’è stato un cambiamento rispetto all’Ajax. Ci si deve abituare e a volte è difficile”.