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Con la partenza dell’altro ieri di Douglas Costa, sono cinque i giocatori della Juventus che hanno lasciato Torino, da quando l’emergenza coronavirus ha costretto quasi tutta Europa a chiudersi in casa. Casi isolati, che si sono moltiplicati con il passare delle ore, da quando per primo Gonzalo Higuain ha raggiunto la madre malata in Argentina. O per secondo, almeno, visto che Cristiano Ronaldo – per le medesime ragioni – era volato a Madeira subito dopo la sfida contro l’Inter allo Stadium. 

Un primo presagio di uno scenario che si sta complicando sempre di più, che coinvolge direttamente la Juventus, ma che presto potrebbe estendersi a macchia d’olio. Al Chelsea, ad esempio, hanno registrato la richiesta di Willian, che come il connazionale Douglas, è tornato anch’egli in Brasile. Insomma, succede anche altrove, ma questo non per giustificare nessuno: semplicemente, si aprono nuovi scenari, che non riservano nulla di buono. 

Così, i campioni si disperdono per il mondo, terrorizzati come persone normali, con le fragilità di tutti. I bianconeri, certo, ma anche Neymar, che ha lasciato Parigi come una spia in piena Guerra Fredda, per tornare a casa. O Cavani, anch’esso in fuga dalla Francia e tornato in Uruguay. O Thiago Silva, anch’egli ripartito per il Sudamerica per isolarsi con la famiglia. Sono tanti, sempre di più, ed il fenomeno non tocca più solo la Juventus. 

Uno, due, tre, come nella canzone (tratta dall’omonimo film) I Cento Passi, si potrebbe andare avanti a contare finché ce n’è. Non ancora, forse, ma potrebbe presto succedere. Perché le “fughe”, legittime o meno, hanno lanciato un messaggio chiaro: non si sa quando si torna a giocare e potrebbe succedere più tardi, rispetto alle previsioni iniziali. Non che qualcuno pensi ancora che il 3 aprile, come da Decreto, tutto torni alla normalità.

Anzi, ormai dalla deadline fissata ci si aspetta solo una cosa: un nuovo proclama, che la prolunghi. E così, succederà anche al calcio, che spera almeno a maggio di tornare operativo. Sarà difficile però, visto il clima che si respira. Sarà difficile ipotizzare una normalità, anche se le partite dovessero tornare regolarmente a svolgersi a giugno, a luglio, o persino ad agosto. Tutto è un mistero, per questo in tanti stanno scappando per tornare a casa, per sentirsi, forse, un po’ più al sicuro.

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fonte: ilbianconero.com