juve-inter-ronaldo-lukaku
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Oggi è l’attaccante di riferimento dell’Inter, ma in estate Romelu Lukaku è stato trattato anche dalla Juventus che voleva portarlo in bianconero. A confermarlo a distanza di qualche mese è proprio l’ex giocatore del Manchester United: “Sì, erano molto vicini. Ma la mia mente era sempre rivolta all’Inter e al suo allenatore. L’Inter per me è stata sempre la squadra di riferimento in Italia, da piccolo guardavo le prodezze di Adriano, Ronaldo, Christian Vieri col quale ho un ottimo rapporto – ha svelato in una diretta Youtube insieme all’ex Arsenal Ian Wright – Il club e l’allenatore mi hanno voluto fortemente, Antonio Conte mi voleva anche al Chelsea. Quindi per me era giunto il momento di andare lì e vedere, in quel momento ho solo pensato ad allenarmi e a tornare in forma, senza parlare troppo. E qui all’Inter si lavora duro. E c’è anche una differenza rispetto all’Inghilterra per quel che riguarda lo spirito di gruppo: qui In Italia ogni 2-3 settimane facciamo delle cene di gruppo, alle quali partecipano tutti. Uno o due giocatori offrono a turno e portano a cena tutti quanti. Abbiamo delle qualità, ma risaltiamo come squadra. Se vedi come giochiamo, si nota come siamo la squadra più aggressiva. Anche il tecnico ci inculca questa mentalità, pressare e essere aggressivi. E’ anche una questione di preparazione”.

SULLO SCUDETTO – “Se la stagione dovesse concludersi, allora dovremmo pensare che non sia finita finché non è finita. Questa è la mia mentalità, finché la matematica non dice che è finita e abbiamo ancora un briciolo di speranza dobbiamo crederci. Lazio e Juventus possono comunque perdere una partita, ma noi dobbiamo guardare a noi stessi”. 

SUL CORONAVIRUS –  “Bisogna stare attenti, potresti toccare qualcuno che ha il virus e poi tornare a casa. Mia mamma ha il diabete, quindi non posso nemmeno andare a casa e toccarla. Mia mamma non sta nemmeno andando fuori ora, fa una veloce passeggiata la sera e poi rientra. Io sto col mio fisioterapista, mi portano il cibo ogni giorno, sto osservando un regime particolarmente restrittivo. A mezzogiorno arriva puntuale il pranzo, io mangio pesce e verdure”. 

SULLA QUARANTENA – “Sono quasi andato fuori di testa un giorno. Non posso andare fuori, non posso fare shopping. Sono rinchiuso. Adesso sono passati nove giorni da quando è iniziato l’isolamento. Mi hanno procurato una bici da camera: tutti i giocatori vivono nel centro della città, non avevo spazio, quindi ho chiesto nella nostra chat di gruppo chi avesse una cyclette. Dopo due ore hanno portato una bicicletta a tutti. Mi manca la quotidianità: stare con mia mamma, stare con mio figlio o con mio fratello. Sto pensando a tutti. È un male, non puoi avere un contatto normale con gli esseri umani. Mi manca allenarmi e giocare davanti ai tifosi. Ora inizi ad apprezzare ciò che hai. Sono un ragazzo fortunato, questi momenti mi stanno facendo ripensare a ciò che ho vissuto da bambino e tu, Ian, conosci meglio di tutti il mio passato”.

fonte: ilbianconero.com