allianz-stadium-vuoto
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Stop Serie A – Dopo il decreto di questa notte a firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è arrivata la decisione ufficiale da parte della FIGC e del Ministero dello Sport di NON fermare per ora il campionato di Serie A. Non rinviate quindi tutte le partite di oggi compresa Juve Inter di questa sera all’Allianz Stadium.

A questo punto non si sa se il campionato di Serie A rischia di restare fermo almeno fino al 3 aprile, ovvero la data di fine del decreto ministeriale di questa notte 8 marzo. Il tutto è partito da quando i giocatori di Parma e Spal (che vedete nell’immagine in basso) sono stati fermati mentre erano ad un passo dall’ingresso in campo per la sfida delle 12:30 allo stadio Tardini. Rinviando la partita di 30 minuti, quando alle 13 è poi arrivata la notizia ufficiale: stop alla Serie A. Per il momento quindi la Serie A NON si ferma

Niente Stop Serie A, si giocano tutte le partite

Queste le parole del ministro dello sport Spadafora rilasciate questa mattina:

Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso. Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni”. 

Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità. Del resto, ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare”.

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