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Maurizio Sarri, dalla sala stampa della BayArena, presenta la sfida tra Juventus e Bayer Leverkusen. Ecco le sue parole.

PROFESSIONALITA’ –  “Nella domanda c’è un attacco alla professionalità. Lei ha fatto un attacco a una professionalità di livello altissimo. Forse volevi dire qualcosa di diverso. Questione di gioco più coraggioso? Quello è un altro tipo di discorso, la loro collaborazione è piena. A volte ci riusciamo, più spesso non riusciamo. Se era rivolto ai ragazzi, non l’accetto”. Sarri risponde a muso duro al giornalista: cos’è successo.

BERNARDESCHI – “Mezzala destra? Può essere opzione, ma se lo tolgo dal ruolo che ha fatto ultimamente, senza Ramsey e Douglas Costa, non so quante soluzioni potremmo avere. Vediamo un attimo. Abbiamo provato giocatori in ruoli diversi in questi giorni, vediamo domani come risistemarci in campo. Chiaramente abbiamo dentro due centrocampisti di ruolo che sono due sinistri, anche se Rabiot durante la preseason ha dimostrato di trovarsi tutto sommato a suo agio anche sulla destra. Vediamo chi scegliamo domani, l’incognita è se troviamo Adrian in grado di reagire ai 90 minuti dopo un periodo di inattività”.

SCINTILLA – “La ricerca del bel gioco? Siamo sereni, sappiamo dove dobbiamo migliorare, che c’è da lavorare, da far meglio. Ma siamo sereni perché stiamo lavorando. Ho forse frainteso una parte della domanda e volevo chiarire. Non era niente di particolare (sorride, ndr). Far scattare una scintilla dipende da tanti fattori. Prima di tutto bisogna metterci del nostro nel trovare gusto in certi momenti della partita nel palleggio, possesso palla. Sappiamo bene che il palleggio e il possesso, se non fatti alla giusta velocità, rimane qualcosa di sterile e stucchevole. Dobbiamo trovare il gusto di farlo a grandissima velocità. Dobbiamo trovare il gusto, dopo aver segnato, di non arretrare. Continuare a giocare. Essere padroni della partita. Ma ti sto dicendo tutte cose che presuppongono un cambio di modo di pensare, quindi non sono automatici, non di breve periodo. Sono tutte cose che si vedono in partita, a Roma nel primo tempo mi riconoscevo molto nella squadra ad esempio”.

CITY E MOTIVAZIONI – “City? Non so, è un commento ‘boh’. Forse sono peggiorati rispetto all’anno scorso, perché mi sembravano nettamente la miglior squadre d’Europa. Poi in Champions si può perdere o vincere incappando nella partita sbagliata, nel momento sbagliato, ma le partite che ho visto fare al City l’anno scorso le ho viste fare a pochissime squadre e non solo negli ultimi anni, guardando le partite a giro per l’Europa. Domani chiedo quello che si chiede a queste partite. Io la prima volta che sono stato contattato dai dirigenti della Juventus ho chiesto come mai avessimo fatto solo tre punti nelle ultime cinque o sei di campionato e ho detto di non rispondere “perché era già vinto”, perché sarebbe un brutto segnale a livello di motivazione e mentalità. Chiedo quindi la stessa. Abbiamo la fortuna e il privilegio di giocare in Champions e va onorata sempre e comunque. Quindi domani mi aspetto una risposta seria e importante sul nostro livello di mentalità. La capacità di fare una partita di livello senza apparentemente alcun obiettivo materiale . Dico apparentemente perché poi le partite sono tutte dietro l’angolo, non ci sono gare che non contano. Voglio una partita su grandi livelli di applicazione e motivazione, poi il risultato può venire o no, ma questo non deve inficiare la nostra prestazione”.

RABIOT – “Quindi Pjanic si tiene fuori, domani? Lui? Te la senti? Perché gioca vertice basso? Sentiamo lui… – “Decidi tu, mister. Io ci sono”, la risposta di Miralem -. Rabiot viene da un infortunio, ha avuto, come tanti ragazzi da un altro campionato, bisogno di un po’ di tempo. Deve migliorare ed è stato fuori per venti giorni. Ha ricominciato con noi da tre o quattro allenamenti. Non è stato bocciato, si è fatto grande affidamento. Potenzialità di ottimo livello, deve trovare condizione in un campionato completamente diverso. Domani farà uno spezzone di partita, non so quanto lungo, dipenderà dalla condizione attuale”.

STRISCIA POSITIVA – “21 di fila in Europa? Allora mi tocco… La più bella? Ho letto da qualche parte che sia 22 la più lunga in Europa. E quindi domani, se non fanno risultato, li ammazzo. Chiaramente in questa striscia, la partita che ricordo più volentieri è la finale. E’ quella che ti porta a vincere un trofeo. Sicuramente quella. Poi spero che poi sia talmente lunga che ce ne sia una ancora più importante. Ma fino ad adesso è quella”.

DIFFIDA MATUIDI – “Diffidato, è vero. Ma giocatori di questo livello, anche con la sanzione addosso, devono avere la capacità di gioco. Sennò dopo un quarto d’ora deve essere sostituito. Dev’essere tenuto in conto, ma non ci fa condizionare”.

TRIDENTE – “Esperimento in parte. Perché in parte l’abbiamo già visto. So che per un lungo periodo non ce lo possiamo permettere, so che per periodi in determinate situazioni possiamo. Vediamo domani. Sono tre ragazzi che stanno giocando molto. Vediamo chi deve recuperare, se alternarli per arrivare bene alla partita di sabato. Se è il caso di fare lungo spezzone per tutti e 3. Ce lo diranno la partita e le condizioni dei giocatori”.

fonte: ilbianconero.com