sarri-triste-juve
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Tu chiamale, se vuoi, differenze. Piuttosto sostanziali. Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri a confronto ci stanno spesso bene. E’ che rappresentano due filosofie diverse, talvolta diametralmente, eppure costantemente supportate dai fanti. Come ai trivia quiz, per capire la risposta giusta ci vuole tempo, ci vuole riflessione. Soprattutto, alla fine ne vien fuori di filosofia. Di bianco o nero; nessun grigio.

LA DIFFERENZA – Sul tavolo della questione continua a zompettare Dybala, la sua posizione, quanto ha combinato con Allegri e quanto sta facendo con Sarri. Il paragone è inevitabile e premia il vate di Figline, non certo quello di Livorno. Per cui parlano determinati numeri, ma non quelli di Dybala. Tant’è: lui, su Paulo, ha sempre avuto un pensiero fisso. Specialmente se accomunato alla funzionalità, ancor di più se da liberare c’era l’estro di Cristiano Ronaldo. “Quello che dico io è che dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Paulo gioca sempre nello stesso ruolo, ma ha caratteristiche diverse. Ronaldo invece è più punta e per giocare al suo fianco occorre fisicità. Si può anche giocare con entrambi, perdendo però delle situazioni. Ma se al Real Madrid ha giocato per dieci anni con Benzema ci sarà stato un motivo”. Dagli torto: era il 10 febbraio del 2019, quasi un anno fa. La Juve vinceva col Sassuolo, ma ‘quel’ Dybala finiva mestamente in panchina. 

ALTRA STORIA – Oggi il ricordo è più dolce perché il presente ha saputo donare occasioni e riscatto a quel talento in maglia dieci. Anche Sarri ha inciso. Anzi, l’ha fatto soprattutto lui: disegnando un ruolo ‘spreciso’ all’argentino, più libero di variare e di prendersi la sua porzione di terreno per sprigionare estro e fantasia. “Lo ritengo un falso mito che loro hanno difficoltà a giocare insieme – ha raccontato oggi Maurizio in conferenza -. Ronaldo ha segnato a raffica, in qualsiasi soluzione e con qualsiasi compagno di reparto. Quando hanno giocato in due, con Dybala o Gonzalo, non mi sembra sia vera questa cosa sinceramente”. Sbugiardato in pieno: coi numeri, con le parole, col recupero mentale di un giocatore semplicemente fortissimo.

fonte: ilbianconero.com