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Scoperta fatta su Szczesny – C’è un sillogismo nella vita di ​Wojciech Szczęsny, sul quale il portiere polacco ha già giocato e dal quale, quasi sicuramente, trae parte della sua forza, ogni giorno. Era la stagione 2016-2017 e ​Szczęsny era al secondo anno in Italia, con la maglia della Roma. Per quella stagione, Walter Sabatini pescò un secondo portiere niente male, brasiliano e di belle speranze: un tale Alisson, arrivato dall’Internacional con la promessa di far bene, ma ancora lontano dall’essere il portiere che, una stagione dopo, ha dimostrato di essere.

Ecco, in quel contesto, con Luciano Spalletti in panchina, ​Szczęsny si è preso la sua prima rivincita: la seconda, invece, è arrivata quest’anno. Infatti, è lo stesso ​Szczęsny che lo ricorda, se è stato il primo portiere ad Alisson che è attualmente il migliore al mondo, ed oggi è davanti a Gianluigi Buffon, che è ancora tra i migliori della storia, allora ecco che Szczęsny è… il migliore di sempre?

Una battuta, che lo stesso giocatore ha riportato tempo fa, ma che caratterizza alla perfezione le sensazioni che si hanno sul suo conto: sempre titolare, sempre presente, ma mai universalmente celebrato. Così, come riporta La Gazzetta dello Sport, ci pensano i numeri a dargli manforte: infatti, ​Szczęsny è il secondo miglior portiere in Europa per percentuale di tiri parati, il 79,8%, quasi 4 tiri parati ogni 5. Il primo, strano a dirsi, è il suo ex secondo, proprio Alisson.

Scoperta fatta su Szczesny, che soddisfazione per il polacco

Insomma, con queste cifre, che si sommano a quelle del contratto appena rinnovato, vien complicato pensare ad un futuro senza ​Szczęsny. Non per caso la Juve ha voluto blindarlo, anche se a più riprese circolano voci di interessamenti vari, da Donnarumma a Ter Stegen. ​Szczęsny sembra quasi sottovalutato, quando si pensa – a bocce ferme – ai valori assoluti: quasi si perde, dietro nomi più esotici, ma è solo apparenza.

“La parata più difficile? Quella meno spettacolare” disse qualche mese fa a Juventus Tv, definendo ancora una volta il suo personaggio: riflessivo, certo, sempre posato almeno in campo, ma che in realtà nasconde un animo da burlone, come sempre davanti ad un microfono e telecamera ha fatto vedere. Una garanzia, quindi, di quelle che valgono sempre, anche quando si perde lo scontrino.

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fonte: ilbianconero.com